La richiesta da parte dell’Esecutivo Regionale di un provvedimento con efficacia immediata per il Porto di Gioia Tauro (dimezzamento o azzeramento della tassa d’ancoraggio), effettuata solo a seguito della decisione di svolgere una seduta del Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria, sia pur lodevole nelle sue intenzioni appare quantomeno tardiva e costituisce, paradossalmente, l’esempio eclatante del
modus agendi sino ad ora adottato riguardo alle serie problematiche del Porto di Gioia Tauro. Va rilevato che nel corso di questi ultimi anni di una legislatura regionale fallimentare ed incapace di svolgere un ruolo strategico proprio nell’aspetto istituzionale primario, e cioè nella programmazione, abbiamo assistito a numerosissime “tribune politiche” ed interventi a mezzo stampa, aventi come oggetto l’esigenza prioritaria di giungere a garantire lo sviluppo dell’area portuale di Gioia Tauro e del suo Hinterland attraverso l’avvio di un percorso risolutivo dei punti nodali , da sempre individuati nello sviluppo dell’Interporto ; nella realizzazione del polo logistico, del rigassificatore, della piastra del freddo ; nel c.d. getaway ferroviario. Solo per citarne alcuni. Nonostante la nomina dei c.d. Sottosegretari per l’area portuale di Gioia (l’ennesima proprio a tre mesi dalle elezioni regionali), questo governo di centrosinistra non è riuscito ad attuare il “naturale “ collegamento istituzionale con gli organi del governo centrale, sino al 2008 di centrosinistra, per avviare i necessari percorsi burocratici ed imprimere ad essi le indifferibili accelerazioni al fine di giungere a soluzioni risolutive per consentire di mantenere il ruolo sino ad allora conseguito dal porto di Gioia Tauro, che con la sola attività di transhipment era divenuto il vero polarizzatore del traffico nel Mediterraneo favorendo la crescita dell’intero sistema portuale italiano. Ed invece, a seguito della mancata definizione di un progetto unitario per il porto ed il suo hinterland, assistiamo con una sensazione di rabbiosa impotenza, al “disconoscimento del ruolo strategico del porto di Gioia da parte dell’autorità portuale di Genova “, una sorta di guerra fratricida apertamente dichiarata ed in tal senso va condivisa la posizione dell’Ing. Grimaldi di far fronte comune con le realtà portuali di Cagliari e Taranto; all’attivazione della procedura della cassa integrazione per il 40 % del personale del porto ; all’assenza, a tutt’oggi, di qualsivoglia attività istituzionale tendente a far ottenere “l’elemento fondamentale per lo sviluppo dell’area portuale : la zona franca.”
Non si è riusciti a cogliere a livello politico ed istituzionale, nella indispensabile visione generale delle realtà portuali del Mediterraneo, l’aspetto primario, e cioè che la partita per la salvaguardia ed il potenziamento del ruolo del porto di Gioia Tauro si giocava e si gioca tutta sulla TEMPISTICA.
I pochi interventi infrastrutturali che verranno realizzati con i fondi comunitari, non si sa quando, non possono considerarsi soddisfacenti a fronteggiare l’intraprendenza dei Paesi nordafricani e della vicina Spagna, che hanno da tempo dotato le loro principali realtà portuali di spazi doganali liberi ; che hanno da tempo definito politiche di sviluppo destinando investimenti massicci sul mercato del gas ed alla costruzione di rigassificatori. Essi Paesi hanno costituito le fondamenta per il sorgere di attività di servizio, commerciali ed industriali e per lo sviluppo di attività produttive e di trasformazione dei prodotti destinati all’estero.
La richiesta di azzerare le tasse di ancoraggio nell’ambito di tale visione generale assume la valenza di un provvedimento settoriale indubbiamente necessario ma, da solo, non certo sufficiente a risolvere la crisi ormai strutturale della portualità regionale. La costituenda area metropolitana e la definizione di una “agenda Gioia Tauro” di immediata realizzazione, sono le strade maestre per non perdere l’unica realtà produttiva in grado di guardare oltre l’orizzonte, in previsione dell’imminente libero mercato tra i paesi rivieraschi del Mediterraneo…con tutto ciò che ne potrebbe conseguire sul piano dello sviluppo del territorio e della salvaguardia dei livelli occupazionali.
On. Giovanni Nucera
Consigliere Regionale PdL
Regione Calabria




