un’inchiesta della procura di Roma, che nei mesi scorsi ha portato all’arresto di otto tra medici ed avvocati che, attraverso false perizie, avrebbero procurato sconti di pene a criminali e ricoveri in strutture ospedaliere ai detenuti. Il professionista ha sempre respinto gli addebiti, sostenendo di aver redatto la sua perizia ”secondo scienza e coscienza”, e lo stesso giudice delle indagini preliminari che ne ha disposto gli arresti domiciliari li ha revocati dopo tre giorni, prevedendo l’obbligo di dimora. Misura cautelare che e’ stata poi cancellata dal tribunale del riesame, che nei giorni scorsi ha rimesso Sestito in liberta’. Oggi i legali del medico – che auspicano il riconoscimento della ”totale innocenza” del loro assistito – sottolineano quella che, a loro avviso, e’ una situazione paradossale: Sestito e’ finito agli arresti per una presunta falsa perizia che invece non solo era vera, ma ha salvato la vita al detenuto che e’ accusato di aver favorito. A questi, infatti, e’ stata diagnosticata ”una rara forma di ischemia miocardica , uno stato pre-infartuale, che e’ stato confermato dalla clinica dove e’ stato ricoverato ed ha eseguito la coronografia”. Si tratta, sempre ad avviso dei difensori del medico, di una ”rara ma grave” patologia, ”che se non riconosciuta e curata adeguatamente, puo’ evolvere nel medio termine verso l’infarto e portare quindi a morte improvvisa nel 10% dei casi”. Invece, ”la pronta e puntuale diagnosi ha salvato la vita al detenuto”. (Ansa)




