il tasso di rifinanziamento dell’Eurozona di un quarto di punto portandolo al nuovo minimo storico dello 0,5%. Il taglio del tasso di sconto non rappresenta l’unica misura adottata dalla banca centrale la quale ha preso anche altre iniziative per fornire liquidità e per rilanciare i prestiti a favore del settore privato.
Questa decisione rappresenta una buona occasione, soprattutto in un periodo come quello attuale caratterizzato da una persistente contrazione del credito per l’economia reale ( quindi l’economia che riguarda le famiglie e le imprese) per chiedere con forza al sistema bancario un’inversione di rotta. La restrizione del credito riguarda, infatti, solo l’economia reale e non l’economia finanziaria che può contare su una massa mai vista di liquidità.
In questi giorni sono attivi i bandi promulgati dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Calabria finalizzati al finanziamento del sistema agricolo regionale. Già nelle scorse tornate di finanziamento gli imprenditori agricoli calabresi hanno risentito della notevole restrizione del credito e molti di loro sono stati costretti a rinunciare completamente a finanziamenti già decretati e quindi alla realizzazione delle opere. Un altro buon numero di imprenditori, proprio a causa della restrizione del credito, ha ridimensionato il progetto imprenditoriale realizzando solo lotti funzionali. Dal nostro osservatorio possiamo constatare che, sempre per lo stesso motivo, non c’è, come invece si registrava nel passato, una grande corsa alla partecipazione ai nuovi bandi.
Proprio in questa fase di predisposizione delle proposte progettuali, quindi, sarebbe opportuno considerare la possibilità di realizzare una forte iniziativa congiunta tra Organizzazioni professionali e Istituzioni regionali al fine di individuare, di concerto con il sistema bancario, delle possibili azioni finalizzate a consentire una nuova forma di interesse verso gli investimenti nel settore.
A tal fine potrebbe essere interessante, in una azione coordinata, puntare alla ricerca di una auspicabile messa a sistema degli strumenti già disponibili: fondo di garanzia previsto dal PSR e L.R. 30/2012 – “misure a favore dei Consorzi di garanzia collettiva fidi in agricoltura” il che consentirebbe sia di poter individuare delle prospettive di ristrutturazione dei debiti a breve sia di consentire un accesso al credito finalizzato alla realizzazione di nuovi investimenti. Lo si potrebbe fare anche attraverso il coinvolgimento sempre più diretto del sistema bancario, specialmente quello locale, che nell’attuale situazione di crisi ha mostrato una particolare attenzione verso il sistema imprenditoriale delle piccole e micro imprese.
La Confederazione Italiana Agricoltori della Calabria ritiene che soltanto partendo dal basso e cercando di mettere sul piatto, in modo unitario, il potere contrattuale di un sistema economico non secondario quale quello agricolo è possibile dialogare alla pari con il sistema bancario e cercare di trovare soluzioni alla grave crisi di liquidità che da tempo sta interessando il comparto. Dovrebbe ormai essere chiaro, anche per il mondo delle banche, che non è più possibile trascurare l’economia reale a scapito dell’economia finanziaria.
In un contesto come quello attuale, che vede le imprese chiudere e un numero crescente di famiglie costrette a ridurre drasticamente i consumi anche in campo alimentare, come sottolineato in più occasioni dalla CIA, è evidente che solamente una visione lungimirante del sistema del credito, incalzato dalla politica e dalle organizzazioni di rappresentanza, che sposti l’attenzione sul sostegno dei produttori e dei consumatori e che favorisca gli investimenti e la ripresa economica può ridurre il rischio di conseguenze drammatiche sull’intero sistema economico. Con questo spirito di collaborazione la CIA ritiene auspicabile la convocazione, da parte dell’Assessorato all’Agricoltura, di un tavolo tecnico che veda coinvolto il sistema del credito, specialmente quello operante a livello locale, le Organizzazioni di rappresentanza e lo stesso Assessorato al fine di ricercare e individuare soluzioni condivise per dare ossigeno ad un sistema imprenditoriale che rappresenta uno dei volani dello sviluppo regionale.




