
Si tratta di Eugenio Musolino, nato a Gallico di Reggio Calabria nel giungo del 1893. Fu nominato Senatore di diritto insieme altri Deputati della Costituente che, come lui, contribuirono alla stesura del testo Costituzionale dopo il referendum Istituzionale che segnò al fine della Monarchia e l’inizio dell’era Repubblicana, il 2 giugno del 1946. Come lui, anche gli altri Deputati della Costituente, nominati Senatori di diritto, avevano scontato più di cinque anni nelle carceri fasciste. Nominato di diritto nel 1948, Eugenio Musolino sarebbe poi stato eletto alla Camera dei Deputati nel 1953 e avrebbe poi ricoperto anche l’incarico di Vicepresidente della Commissione Giustizia.
Da oggi un po’ meno dimenticato il padre costituente di Gallico, a Reggio Calabria, Eugenio Musolino, deputato e senatore della Repubblica spentosi a Reggio nel settembre del 1989. Scoperta soltanto nei mesi scorsi una lapide presso la sua casa natale a Gallico in piazza Calvario, su iniziativa delle associazioni culturali Anassilaos e Nuovo Giangurgolo, che ha anche curato la pubblicazione del volume curato da Maria Rosaria Pensabene che ama definire Eugenio Musolino come ‘un umanista rivoluzionario’. Pagine che ripercorrono la vita del gallicese che contribuì a scrivere la Costituzione, la cui storia oggi è ancora troppo sconosciuta.
Interventista in occasione della Prima guerra mondiale, interrompe gli studi giuridici intrapresi all’Università di Messina per partire volontario e combattere al fronte. Riceve una medaglia di Argento al Valore militare ma qualcosa dentro di lui è già cambiata.
Da quel ritorno il suo impegno si rivolge ai contadini, ai diritti negati, allo sfruttamento ed alle angherie degli agrari.
Dopo avere completato gli studi interrotti per andare al fronte, nel 1920 si laurea in Legge e, mentre esercita la professione forense, aderisce anche al Socialismo, fondando anche la sede locale del partito.
Il passo dal Socialismo al Comunismo è breve e nel 1926 diviene dirigente della Federazione di Reggio e segretario di Soccorso Rosso. Una scelta che pagherà con la condanna a 18 anni di carcere, di cui ne sconterà quindici, sotto il regime fascista. Tornerà libero solo nel 1943 con la caduta del regime.
La fede politica, seppure motivo di persecuzione nella sua vita, non si spegne e, tornato in libertà, Musolino è tra i rifondatori della Federazione Provinciale del Partito Comunista. Il suo impegno politico lo ha portato a segnare la storia politica ed anche amministrativa del nostro territorio, essendo stato eletto in consiglio Provinciale a Reggio e avendo anche avuto un posto tra gli scranni di quello Comunale per 14 anni consecutivi, dal 1946 al 1960.
Una figura ed uno spessore tutti da riscoprire e da strappare all’oblio.




