“L’efferatezza del gesto suicida di un detenuto a Catania, il trentottesimo dall’inizio dell’anno, e il drammatico analogo gesto dell’alto dirigente dell’amministrazione penitenziaria calabrese sono il sintomo della soglia di esasperazione ormai ampiamente superata.
Le tensioni, le precarie condizioni di vita dei detenuti e di lavoro di tutto il personale non possono essere sottaciute ne’ dal ministro Alfano ne’ dal capo del DAP Franco Ionta. Aver creduto nella soluzione del piano carceri ha consentito di rimuovere i reali problemi che stanno facendo esplodere il sistema penitenziario italiano. Il governo venga al piu’ presto in Parlamento con proposte credibili, praticabili ed efficaci nell’immediatezza”. Lo affermano Sandro Favi, responsabile nazionale carceri, ed Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza Pd.




