Nella data del 21 Luglio 2010, il Consiglio di Amministrazione dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha tentano di approvare in maniera fugace, lontano dagli occhi e dalle orecchie di quasi tutti gli studenti, la consistenza e la forma che gli aumenti delle tasse universitarie dovranno assumere dal prossimo anno.
I GC di fronte a tutto ciò non ci stanno, e sono pronti a intraprendere e sostenere qualsiasi forma di protesta, che vada dalla più moderata alla più estrema possibile.
I Giovani Comunisti reggini come già fatto in precedenza, esprimono forti criticità sui Decreti Leggi formulati dal Governo nazionale, che mirano in maniera indiscriminata all’annientamento e alla distruzione dell’Università pubblica, e le cui ricadute si ripercuoto a pioggia sull’intero corpo studentesco.
Tutto ciò però non rappresenta un caso isolato, ma rientra in una dinamica diffusa a livello nazionale rispetto al dissesto economico che i tagli dello scorso anno hanno portato a quasi tutti gli atenei. Gli organi decisionali non hanno pensato soluzione migliore che far ricadere il problema sugli studenti, colpendo le loro tasche e quelle delle loro famiglie. E se pensate che questo CdA sia un disastro, quello disegnato nel futuro DdL Gelmini sarà ancora peggio: ancor più autoreferenziale, e con in più pieni poteri sulla gestione di risorse ed organico.
E’ quindi non più rinviabile una chiara presa di coscienza da parte di tutti coloro che hanno a cuore l’università pubblica: solo tramite forti prese di posizione, espresse dentro e fuori dagli organi collegiali, che denuncino i tagli assassini del governo e affermino la centralità e priorità assoluta di didattica e ricerca si può riuscire a limitare i danni e a riportare la bussola dell’Ateneo nella giusta direzione.
Se le istituzioni locali e nazionali rimarranno ancora una volta indifferenti all’urlo di protesta lanciato dall’intero corpo studentesco della Mediterranea di Reggio Calabria, i Giovani Comunisti non si tireranno indietro, e saranno pronti anche a sostenere la più incisiva delle forme di tutela, e cioè la presentazione del ricorso al TAR per l’illegittimo aumento della contribuzione studentesca.
L’università pubblica è già oggi, ma lo sarà sempre di più, in ginocchio, non per l’agire degli studenti con azioni come questa ma per tagli indiscriminati dei Governi e di Ministri che non hanno a cuore il sapere nel nostro paese. La responsabilità della situazione in Università è completamente loro e non è giusto che siano le tasche degli studenti, a rimetterci.
I coordinatori provinciali dei GC
Dario Praticò
Michela Tripodi




