“Nessuno tocchi nessuno. Sembra questa ormai la regola imposta a chi fa informazione, per chi deve raccontare ciò che vede, ciò che sente, ciò che sa, e invece c’è chi in qualsiasi modo deve
agire per evitare che si dica, per evitare che si scriva, per evitare che si racconti la verità. E chi fa queste cose è mafioso. Chi vuole a tutti i costi imbavagliare la libertà di informazione è colluso con la criminalità. Quello che è successo intorno al caso delle dimissioni del direttore di Calabria Ora, Paolo Pollichieni, provoca sconcerto e preoccupazione. Non è un caso normale. E tutti lo dobbiamo riconoscere. Pollichieni, che stimo fortemente per la sua professionalità dimostrata sul campo in molti anni di giornalismo, anche a costo spesso di ritorsioni personali, rappresenta il caso tipico di quello che si sta tentando di fare in questi giorni. Nessuno deve sapere. Il classico linguaggio mafioso per fare tacere chi invece ha fatto sempre con spirito elevato il proprio dovere. Paolo Pollichieni, sono convinta, stava pestando i calli a qualcuno, forse qualche intoccabile. E questo qualcuno, forse, ha trovato il modo come spingere il direttore del quotidiano di Calabria Ora e gli altri redattori dello stesso giornale, a lasciare , ad andare in ritirata. Di queste cose bisogna parlarne, bisogna mettere al corrente l’opinione pubblica, perché ho paura che stiamo arrivando a tempi assai critici in ordine alla negazione delle principali libertà sancite dalla nostra carta costituzionale. E complice di tutto ciò ne è la politica, che tante volte avalla cose, che vanno a finire, volutamente o no, a vantaggio delle mafie, che con arroganza, prepotenza, violenza e azioni vigliacche, non vogliono che si parli più di tanto di certe cose, soprattutto quando di mezzo ci possono essere fatti che riconducono a qualche colletto bianco, quel potere grigio che io ho sempre denunciato, e che il più delle volte rimane oscurato in modo strumentale e voluto. E’ tempo di smascherare le verità e perché Paolo Pollichieni e gli altri giornalisti, dalla sera alla mattina, hanno lasciato il loro posto. Non bisogna starsene zitti. Bisogna parlare, scrivere, perché anche su questo fatto, dopo l’effetto dei primi giorni, non si spengano i riflettori, come per tante altre cose serie. E potrebbero essere considerati fatti premonitori, di quanto è successo in questi giorni al direttore e ai giornalisti di Calabria Ora, persino le intimidazioni subite da molti giornalisti calabresi negli ultimi mesi”.
MARIA GRAZIA LAGANA’ FORTUGNO
PARTITO DEMOCRATICO




