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L’oracolo della ndrangheta e gli “sbirri” che ne ispirano le predizioni

14 Luglio 2010
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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oracolo

di Francesco Creazzo – L’oracolo di Reggio ha un nome e un cognome. Giovanni Zumbo, commerciante e commercialista reggino classe 67 era la “Pizia” della ndrangheta

. Informava gli appartenenti alla “società” delle indagini a loro carico e delle operazioni che sarebbero state compiute di lì a poco.
Tanto emerge dai colloqui intercettati che lo stesso Zumbo ha avuto con esponenti dei clan quali i Ficara, i Pelle, e lo stesso capocrimine Domenico Oppedisano.
Pur non facendo parte dell’organizzazione, Zumbo la rafforzava con le proprie informazioni e le proprie previsioni: in particolare, poco prima dell’operazione “Reale”, il commerciante avrebbe garantito al boss Giuseppe Pelle di poterlo avvertire dell’inizio della retata anche cinque ore prima.
A quanto risulta, infatti, Zumbo fungeva da vero e proprio oracolo: una processione di ndranghetisti è stata ripresa nel fare ingresso nella sua abitazione, in cerca, sembra, di informazioni sulle indagini delle forze dell’ordine e degli uffici giudiziari.
Una realtà inquietante perché Zumbo, non essendo in prima persona parte in nessun modo dell’ambiente investigativo, deve aver ottenuto le informazioni in altro modo.
Questo “modo” è chiamato dallo stesso Zumbo, a colloquio con Pelle nell’appartamento di quest’ultimo, “lo sbirro”.
Lo stesso Zumbo, a quanto pare, era persino a conoscenza dell’operazione “Patriarca”, un ramo della più grande “il Crimine”, di cui conosceva persino il nome e, naturalmente, quali cosche avrebbe coinvolto e soprattutto che gli investigatori erano riusciti a intercettare il summit di Polsi del 2007, tant’è che ne riferisce al Ficara.
“…hanno sentito là sotto, alla Madonna della Montagna, quando abbiamo rifatto le cariche nuove… Nel duemilasette… ci fu nel duemilasette…incompr… Nel duemilasette e queste di quest’anno! Hanno sentito, hanno fatto filmati, un bordello…” dice Ficara a colloquio con Zumbo.
Dalle parole dello stesso Giovanni Ficara, inoltre, emerge che la notizia si era immediatamente diffusa all’interno dell’organizzazione e per tale ragione una serie di personaggi del comprensorio di Milano si erano già resi irreperibili: “sono scomparsi…tutti”…“Pino Neri”, “Cosimo”, “La Marmora”, “Rocco Ascone”, “Panetta”, Mandalari”…

Insomma gli ndranghetisti sapevano tutto ciò che riguardava le indagini anche se ne erano preoccupati. E’ lo stesso Ficara che parla con Pelle dell’operazione “Patriarca” e lo rassicura sull’attendibilità della propria fonte, o meglio, di quella di Zumbo: “2 , 3 persone, che sono nei Ros! E sono pure nei Servizi Segreti!”.
E ancora Ficara: “Ah, questi Servizi, queste cose! Io fino ad un anno fa, ero ignorante su queste cose! Non avevo, non li conoscevo… Non sapevo neanche che esistessero! Poi tramite uno… Uno “scemunitu” cosi! ha detto no…abbiamo scoperto tutte quelle miscrospie”.

E’ interessante notare come, sempre secondo Ficara, questi informatori facevano il loro “mestiere” gratis e infatti egli stesso respinge la proposta di Pelle di retribuirli con danaro perché “loro già prendono “bei soldi”! Per questo fatto… che sono nei Servizi”.

Quindi Giovanni Zumbo era il tramite in un sistema di informazioni agli ndranghetisti, mentra la fonte era altra.
Lo stesso Zumbo, però, era ben consapevole delle qualità personali dei suoi interlocutori perché egli stesso dichiara : “Faccio parte tutt’ora di un sistema che è molto, molto più… vasto di quello che… ma vi dico una cosa e ve la dico in tutta onestà! “Sunnu i peggiu porcarusi du mundu!”, ed io che mi sento una persona onesta e sono onesto e so di essere onesto… molte volte mi trovo a sentire… a dovere fare… non a fare, perché non lo possono evitare, ma a sentire determinate porcherie che a me mi viene il freddo!”.

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