
La nuova gerarchia della ‘ndrangheta, i summit, in Calabria, quanto in altre zone d’Italia, le infiltrazioni negli appalti e nell’economia, soprattutto in Lombardia, e poi, ancora, le varie cellule sparse in giro per l’Europa. C’è tutto nei documenti relativi all’indagine, condotta da
Procura della Repubblica di Milano e da quella di Reggio Calabria, denominata “Il Crimine”. L’operazione, eseguita congiuntamente da Carabinieri e Polizia, ha portato all’arresto di 300 persone, a vario titolo legate alle ‘ndrine: si tratta, almeno dal punto di vista numerico, dell’operazione più grande dai tempi del maxiprocesso Olimpia, che arrivò alla fine della seconda guerra di mafia di Reggio Calabria. L’indagine, coordinata dai magistrati Ilda Boccassini (della Procura di Milano) e Giuseppe Pignatone (Procuratore Capo di Reggio Calabria), punta, oltre che alla repressione del fenomeno, anche a fornire ulteriori utili indicazioni per meglio comprendere i nuovi assetti della ‘ndrangheta, senza l’ausilio di pentiti, come accadde con le dichiarazioni di Buscetta per quanto riguarda Cosa Nostra.
A essere colpite, al sud, sono soprattutto le famiglie della provincia: Iamonte, Pelle, Commisso, Cataldo, Bruzzese e altre ancora. Sul fronte lombardo, invece, oltre a individuare un’organismo vero e proprio, denominato “La Lombardia”, gli inquirenti hanno mirato a colpire anche esponenti del cosiddetto “terzo livello”: tra gli indagati, infatti, vi sono amministratori di aziende sanitarie, ma anche esponenti della pubblica amministrazione.




