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Catania: seminario su stress da lavoro correlato

12 Luglio 2010
in Catania
Tempo di lettura: 3 minuti
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Stress da lavoro correlato, se lo riconosci lo eviti. Nessun allarmismo, solo l’oggettiva constatazione che ogni luogo e lavoratore, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda o

dal tipo di attività, può essere colpito da questa patologia. Non era mai accaduto in Sicilia che esperti, docenti, imprese e operatori si riunissero per saperne di più, a livello normativo e pratico. L’occasione è stata il seminario formativo “Testo unico 81/08: prevenire i rischi da stress lavoro – correlato. Misura, analisi, intervento” promosso dal Gruppo Focus Management School e dall’Istituto B. Ramazzini (Servizio di medicina del lavoro e igiene industriale) – con il patrocinio di Comune, Provincia, Confindustria, Ance e Iperion Training&Consulting, che si è svolto stamattina, 12 luglio, alle Ciminiere di Catania. «Lo stress da lavoro correlato è una realtà innegabile – ha affermato il direttore di Confindustria Catania Alfio Franco Vinci che ha introdotto i lavori – questa iniziativa dimostra come trasmettere alle aziende un messaggio di attenzione e di sicurezza sia indispensabile per il beneficio di dirigenti e lavoratori».
LA PATOLOGIA. Esistono precisi campanelli d’allarme da non ignorare: assenteismo, infortuni ripetuti, ritardo cronico, pause prolungate, incapacità di portare a termine i compiti assegnati, richieste di trasferimento, errori frequenti. Che sul piano strettamente sanitario si traducono in: rischio cardiovascolare, ipertensione, sintomi mal definiti, allergopatie, disordini immunitari.
I NUMERI. In Europa, su 40 milioni di lavoratori ben 4 sono italiani, con una media del 27% della forza lavoro, che a detta degli esperti è già un dato allarmante, se si pensa che la fascia più colpita va dai 35 ai 42 anni, con maggiore incidenza nelle donne e nei lavoratori precari.
COSA FARE? Valutazione e formazione sono le linee guida del percorso normativo obbligatorio che aziende ed enti pubblici dovranno seguire secondo il Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro 81/08: «Il mantenimento dello stato di salute del lavoratore – ha sottolineato Marcello Bellia, docente di Medicina del Lavoro Università di Catania – è uno specifico interesse aziendale: dopo un primo momento di allarme e di crescente tensione, l’organismo cerca di adeguarsi alle condizioni ambientali opponendo resistenza agli effetti del disequilibrio, ma il fallimento di tale adeguamento provoca l’esaurimento delle capacità di contrasto, facendo emergere lo stress». Gli strumenti per effettuare la valutazione devono rispettare determinate condizioni: «Diffidate dai moduli di valutazione on line – ha spiegato Salvatore Bellia, medico del Lavoro, medico Autorizzato Istituto Ramazzini – bisogna tenere conto degli aspetti oggettivi e di quelli legati alla percezione del lavoratore. Lo “strumento quasi perfetto” deve essere anonimo, autocompilativo, di facile comprensione, non eccessivamente esteso, moderno, versatile, in linea con le direttive normative. In una parola: un compromesso».
Il passo successivo è quello della formazione dei soggetti coinvolti (dirigenti, dipendenti e operatori): «È necessario preparare e attuare un piano di azioni correttive – ha sottolineato Stefano Cosentino dirigente del Gruppo Focus Management School – ed è bene affidarsi ad organi esterni che applichino le giuste strategie di prevenzione e di problem solving. Esistono Fondi interprofessionali che nel 2009 hanno messo a disposizione delle aziende oltre 540 milioni di euro, ad oggi hanno aderito in 640 mila con un totale di 7,7 milioni di dipendenti. Nessun costo, possono farlo  aziende private e pubbliche. È inoltre comprovato che nel 2010 le 50 imprese europee con più fatturato sono anche quelle con i migliori ambienti di lavoro». « Lavorare – ha affermato il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli – non deve ridursi al solo obiettivo di guadagno, perché è parte integrante della vita di ognuno di noi e come tale va salvaguardata, soprattutto nelle pubbliche amministrazioni».
Hanno preso parte all’incontro anche l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro e Formazione Francesco Ciancitto, il presidente del Comitato regionale Inail Francesco Prezzavento, il presidente Sezione Consulenza Confindustria Catania Luigi Suma, e Fulvio La Pergola, Rspp (Responsabili del servizio di prevenzione e protezione, dirigente Università di Catania.

 

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