
di Cristina Marra – Il testimone oculare di un omicidio per avvelenamento diventa detective dilettante per scagionare l’uomo da lui stesso accusato. È questo l’intrigante plot del giallo di Anthony Berkley
“Caffè al veleno a Piccadilly”( pag.296, euro 13,90) del 1929, appena pubblicato nella pregevole collana “I Bassotti” della Polillo editore dedicata ai romanzi della Golden Age del mystery. Scrittore prolifico, Anthony Berkley Cox (1893-1971) ha creato il detective rozzo e logorroico Sheringham, protagonista di dieci romanzi e con lo pseudonimo di Francis Iles ha scritto gialli di successo tra i quali “Il sospetto” da cui Hitchcock ha tratto l’omonimo film. In “Caffè al veleno a Piccadilly” a condurre le indagini parallelamente all’ispettore capo di Scotland Yard è il maturo gentiluomo Mr Ambrose Chitterwick. Vive di rendita con un’anziana zia a Chiswick, il suo hobby è la criminologia e “una volta ha risolto, in modo del tutto autonomo, un caso molto difficile di omicidio nel quale avevano fallito la polizia e i cervelli dei migliori criminologi”. È un pomeriggio come tanti nel salone del Piccadilly Palace di Londra, che accoglie “i più diversi esponenti di ogni ceto sociale o di ogni professione” e Mr Chitterwick “umile studioso dell’animale umano” è uno dei frequentatori del locale. Fuggito dalle grinfie della zia assiste involontariamente a un omicidio: l’anziana Mrs Sinclair, seduta al tavolino di fronte in compagnia di un uomo muore avvelenata sotto i suoi occhi. Chitterwick “per cui i criminali erano come le perle per le donne e le donne per gli uomini, lui che collezionava assassini come le anime meno elette collezionano farfalle” è implicato in un omicidio e accusa Mr Sinclair, nipote della vittima. Incalzato dalla moglie del presunto omicida e dai suoi amici, Chitterwick ben presto rivaluterà tutte le sue certezze e si troverà a investigare per scoprire come si sono svolti realmente i fatti e magari riuscire a scagionare Sinclair. Da questo episodio prende le mosse la trama gialla in cui l’investigazione istituzionale è supportata da quella teorica del detective dilettante. Supposizioni, ricostruzioni della scena del delitto, interrogatori, travestimenti, alibi fasulli, analisi, sopralluoghi, nel romanzo di Berkeley non manca nulla degli elementi della detective story che si svolge tra gli ambienti dall’affollato Piccadilly Palace e la campagna londinese. Berkley, sempre attento allo studio psicologico della personalità dell’assassino affida questo compito a Chitterwick, un uomo tranquillo, mite, che inizialmente non ha la minima idea di come districarsi in quella situazione ingarbugliata. La considerazione che il detective dilettante nutre per la verità e l’onestà sfiora il fanatismo e lo spinge ad andare fino in fondo, sfidando le sue stesse paure e mettendo in dubbio anche ciò di cui è stato testimone, assicurando un sorprendente colpo di scena finale.




