di qualificati imprenditori, responsabili di Associazioni e Centri Studio di vario indirizzo e scopo, professionisti anche della sanità, docenti di tutti i gradi, lavoratori, insomma cittadini/e che desiderano un futuro senza le ipoteche economiche e di malaffare che si vuole ancora imporre a questo territorio (come ad altri). E ciò per perpetuare quella diseconomia che non offrendo vero sviluppo, distrugge le nostre grandi potenzialità e quello che di buono si è costruito negli anni, in modo particolare nel campo dell’agricoltura, del turismo e della pesca, atteso che da noi, d’industrie vere, non s’è mai vista l’ombra, così come di interventi infrastrutturali. Quindi la proposta dell’ENEL di riconvertire a carbone la Centrale di Rossano, oltretutto con tecnologie e modalità d’altri tempi, appare, a tutte le istituzionali locali e alle persone ben pensanti come un altro esempio di quella diseconomia che ovunque è fallita e ha prodotto danni. Il CODIS, nella consapevolezza che, al contrario, occorra ribadire concetti di nuova economia e di sviluppo compatibili con le ricorse esistenti, opponendosi al progetto ENEL, ha inoltrato ai Ministeri competenti le previste Osservazioni, il cui contenuto è già servito da riferimento per le Deliberazioni unanimi adottate, in primo luogo dai due Comuni dell’Area Urbana Corigliano-Rossano, dagli altri 50 della Sibaritide, dal Consiglio Provinciale e quindi per le prese di posizione ufficiali dei maggiori esponenti della Giunta Regionale: Presidente, Vice Presidente, Assessori: Sviluppo Economico, competente anche per l’Energia; Agricoltura, Bilancio, Attività Culturali, tutti espressisi per il no al carbone, in appoggio agli Enti Locali. Che cosa abbia a che fare tutto questo grande lavoro, svolto dal CODIS a titolo di puro volontariato, con i virulenti attacchi del Presidente del Comitato per la Provincia della Sibaritide, che, allo stato, non ha inteso aderire al CODIS ma che, nella sostanza, contesta a noi di non essere favorevoli alla Provincia della Sibaritide con sede a Sibari, resta e resterà un mistero. Senza contare che ha lasciato molto perplessi anche quei membri autorevoli di quello stesso Comitato pro Provincia che ricordano, a chi è corto di memoria, che Amerigo Minnicelli, nel 1991, insieme ai Sindaci di Rossano e Corigliano, in una mitica riunione svoltasi al Garopoli, fu tra i promotori della Provincia con sede a Sibari. Ciò non di meno, se dopo venti anni da quel progetto … nulla o quasi si è ottenuto, vi si debba restare attaccati e non si possa agire, positivamente e coerentemente, per altro. Dunque, nel contesto più generale, le sollevate polemiche, hanno un sapore vecchio e stantio, mentre un nuovo metodo avanza in termini di azioni mediatorie positive, quindi rivolte ad un ampio fronte che punta sempre più in alto, non verso “i sogni” di cui parla qualcuno, bensì verso la coerenza e la ragionevolezza delle decisioni.
Per questo, le polemiche fini a se stesse, come sempre, sono inutili, sterili e dannose soprattutto se si valuta che il CODIS sta bene operando in favore del territorio e in questi giorni è impegnato alacremente per fare sì che, il prossimo 4 settembre in Consiglio Regionale si approvi un documento unitario che dica, a chiare lettere, il NO al carbone come combustibile per centrali in Calabria (e a Rossano), in conformità alle previsioni del vigente Piano Energetico e Ambientale della Regione Calabria (PEAR) che espressamente lo vieta.




