
di Grazia Candido – Raccontare come il degrado può trasformarsi, decontestualizzarsi e divenire arte. Questo è l’obiettivo della mostra fotografica collettiva “Metamorfosi” inserita nel ricco cartellone di appuntamenti della rassegna “Straniamenti 2010:106 Metamorfosi”
giunta alla sua IV edizione ed organizzata da Fabio Macagnino e con la produzione dell’associazione culturale “Straniamenti”. Dallo scorso martedì e sino al prossimo sabato, sotto l’attenta visione delle due direttrici Gabriella Maiolo e Adelaide Di Nunzio, il territorio di Roccella Jonica ospita attori, registi e artisti provenienti dall’Italia e dall’Europa. Teatro, arti visive e musica sono le tre sezioni in cui si articola tutta la rassegna che oltre ad inserire spettacoli, installazioni e performance, ha catalizzato l’attenzione dei visitatori su un’esposizione d’arte dove l’opera testimonia, denuncia, sublima, trasforma, dona una seconda vita ai luoghi fotografati e crea consapevolmente una “Metamorfosi”. I fotografi coinvolti hanno infatti raccontato attraverso i loro scatti, esposti nella sala grande del Convento dei Minimi e in mostra sino a venerdì, il territorio mettendo in risalto il degrado urbanistico-ambientale ma anche le potenzialità naturali presenti ma poco sviluppate. Adelaide Di Nunzio (Napoli) sottolinea alcuni aspetti della costa Jonica trasformando luoghi degradati in punti di attrazione turistica. Maurizio Esposito (Napoli) racconta il proprio giardino “di gesso” fermo nel ricordo ma mutato dalla natura invadente che copre e scopre gli oggetti e la vita del passato. Pietro Motisi (Palermo) affronta la città di Palermo, distrugge la quarta parete che separa la scenografia degradata di alcune zone, utilizzando il suo sguardo come protagonista di questo spettacolo. Vincenzo Pagliuca (Caserta) si inoltra nelle stanze di un manicomio femminile abbandonato dove i luoghi diventano pitture surreali, cromie materiche e tracce umane per quanto confuse nell’architettura imponente ma vivissime come “punctum” di energie mistiche. Filippo Romano (Milano) mostra invece una Statale 106 assolata, ricca di dettagli e giochi di volumi e colori, le forme si scagliano ritagliando le proprie sagome in un cielo chiaro, abbagliante, tipico del nostro Sud Italia. E ancora l’esposizione fotografica di Adelaide Di Nunzio, promossa dalla Numen Gallery di Benevento, sullo “Zar”, danza antica che parte dalla Nigeria, attraversa i paesi arabi e si trasforma in Italia in pizzica. La rassegna “Straniamenti si chiuderà il 7 agosto alle ore 19 nel carcere di Gioiosa Jonica dove sarà proiettato il primo ciak del Corto “Fuori tempo massimo” (regia di Alberto Gatto, soggetto di Michele Geria) girato tra Gioiosa Jonica e Reggio Calabria. Il corto tratta il tema della detenzione, lasciando aperta la porta alla speranza per una vita diversa. Una storia forte che racconta la dura realtà del carcere, l’iniziale chiusura verso una vita che ha le sue regole e che punisce chi le trasgredisce. Alla serata, presentata dall’associazione Bird Production produzioni cinematografiche in collaborazione con Straniamenti, sarà presente Elio Napoli, assessore alla cultura di Gioiosa Jonica.




