
di Cristina Marra – Nella suggestiva location del Palazzo Rinascimentale di Aieta (CS) si è svolta la presentazione di “Ladymen” (Falzea Editore, pag.158, euro 13,00) della giornalista Isabella Marchiolo. Introdotto e moderato da Andrea Polizzo e con
la presenza dell’autrice e dell’editore Paolo Falzea, l’incontro è stato uno dei primi del calendario di “Verso Sud”, la fiera del libro del Mediterraneo che dal 24 luglio al 22 agosto promuove la lettura con presentazioni di libri e dibattiti. “Ladymen”, nato dall’intuizione dell’editore Paolo Falzea, è un libro inchiesta sul mondo delle transessuali e sulla loro realtà umana scevra da pregiudizi, scandali o fatti di cronaca che spesso etichettano le trans come figlie del degrado e del malaffare. Isabella Marchiolo, già autrice del saggio “Schermi dell’utopia- glossario dei calabresi nel cinema” (Ariel), dell’antologia “Comuni immortali” (Palomar) e del romanzo “Un giorno come lei” (Abramo), incontra il mondo delle trans con un’intervista alla calabrese Eva Bellucci pubblicata su “Il Quotidiano”. “È stato quell’articolo corredato da foto della prorompente trans di Cosenza che mi ha fatto venire l’idea di dedicare un libro al mondo delle transessuali “ ha affermato Paolo Falzea, “ancora c’erano gli echi della vicenda Marrazzo ed ho contattato Isabella Marchiolo, autrice dell’articolo, proponendole di scrivere un libro su questo argomento. Il nostro obiettivo non era quella di fare una pubblicazione di gossip ma di far capire il mondo delle trans”. “Ladymen” rispecchia infatti le scelte editoriali di Falzea che con le sue pubblicazioni affronta temi d’attualità, interculturalità, diversità, natura e ambiente. È un libro che informa e stimola a riflessioni e approfondimenti spesso trascurati da altri organi d’informazione e che soprattutto chiarisce molti dubbi su coloro che “agli albori della migrazione” brasiliana venivano chiamate Ladymen, signore uomini, con tutti i fraintendimenti e le confusioni del caso. Ancora oggi che la terminologia è più scientificamente netta la confusione persiste e “sui giornali appaiono errori di genere più spesso di quanto non si creda”. L’approccio col mondo trans di Marchiolo è diretto, garbato, è quello di “una donna che riferisce storie” che le sono state consegnate con fiducia da chi le ha vissute e le vive con un pesante travaglio interiore e con dure battaglie sociali. Le storie raccolte e raccontate da Marchiolo sono anche di solidarietà e di integrazione. Spesso l’autrice si sofferma su un episodio, si pone domande o tenta di capire quale sarebbe stata la sua reazione o il suo comportamento se si fosse trovata in situazioni analoghe a quelle che le vengono rivelate o ancora quali emozioni prova o le suscitano le parole di Eva, Isadora, Melissa, Robertina o Francesca. “In questo libro ho raccolto testimonianze di trans di tutta Italia” racconta Isabella Marchiolo “ le calabresi sono soltanto due. Molte di loro si prostituiscono ma altre mi hanno raccontato le loro storie dolorose vissute in famiglia o che riguardano il loro difficile inserimento nel mondo del lavoro”. Ogni storia riportata dall’autrice chiarisce e fa comprendere vari aspetti e problematiche della realtà delle transessuali e aiuta un compiere un altro passo in avanti che si aggiunge a quelli che già sono stati fatti “per strappare la più assoluta delle solitudini al baratro dell’inciviltà” come scrive Alessandro Cecchi Paone nella postfazione di “Ladymen”.




