
di Francesco Creazzo – Agghiacciante e incoraggiante. Due aggettivi, solo apparentemente in contrasto, che vengono in mente al lettore di ‘’Malanova’’, libro di Anna Maria Scarfò e Cristina Zagaria
che è stato presentato oggi nella biblioteca di Palazzo Foti, sede dell’amministrazione provinciale di Reggio Calabria.
Il Volume, edito da Sperling & Kupfer, racconta la storia di Anna Maria Scarfò, ventiquattrenne di San Martino di Taurianova che vive sotto scorta per aver denunciato dodici persone che per tre lunghi anni, da quando lei ne aveva tredici fino al suo sedicesimo anno d’età, hanno compiuto su di lei odiose violenze sessuali.
Vive sotto scorta perché molta gente, al suo paese, la chiama ‘’Malanova’’, la dice ‘’Puttana’’.
Adesso i suoi aguzzini sono in carcere, dopo che lei li ha denunciati, con l’aiuto della famiglia, quando aveva solo 16 anni, ma già una terribile esperienza di vissuto alle spalle.
E’ così che, per lasciarsi alle spalle un passato che non si può dimenticare, Anna Maria ha deciso di raccontare la sua storia, con l’aiuto della penna finissima di Cristina Zagaria.
La scrittrice Pugliese, presente all’incontro moderato dalla giornalista Manuela Iatì alla presenza dell’assessore provinciale alle politiche sociali Attilio Tucci, ha parlato della genesi di questo libro: ‘’Per potere essere la voce di Anna Maria – ha raccontato – ho dovuto assorbire tutta l’incredibile violenza della sua storia e, in minima parte, vivere le nuove torture che Anna sta subendo: quelle del suo paese. La gente le taglia la strada quando è in macchina con la scorta, le urla contro. Ma lei non se ne vuole andare: nonostante tutto è legatissima a San Martino’’.
Lo stesso paese che prima le ha regalato tre anni d’inferno e poi un trattamento, nel migliore dei casi, silente. ‘’I carabinieri – ha detto ancora Cristina Zagaria – non hanno mai ricevuto una sola testimonianza a favore di Anna: secondo molti, in paese, lei ‘’se l’è cercata, provocava’’ quindi, per alcuni, meritava l’orrore che ha subito’’.
Anna, però, ha avuto il grandissimo coraggio di violare un tabù, di distruggere la convenzione di regole omertose, retrograde e medievali, di superare la legge del silenzio rispettata dal parroco del paese, a cui per primo si rivolse in cerca d’aiuto, e della società.
E ha, per quanto si possa, vinto la sua battaglia. Comunque vada lei vive a casa sua, e il sistema ndranghetistico del tacere ha perso.
‘’Anna è una ragazza coraggiosa, una ragazza che rappresenta un volto nuovo della Calabria – ha detto l’assessore Tucci – anzi, il suo vero volto. Dal nostro punto di vista, quello politico, occorre che questa storia sia d’esempio per un cambiamento, occorre che noi amministratori ci impegniamo ad attuare politiche che favoriscano un vero cambiamento nella società’’.
Un libro agghiacciante, ‘’Malanova’’, nel racconto che, mai pernicioso o morboso, colpisce il lettore con la violenza della prima persona, facendogli vivere una frazione infinitesimale dell’angoscia di Anna. Ma anche incoraggiante: attraverso l’esempio di Anna, una semplice ragazza di San Martino di Taurianova, figlia di due onesti lavoratori, che ha smontato un sistema di omertà e ingiustizia.




