
questo è rimasto quasi sempre qua, con noi.
Kais era un ragazzo forte, atletico, umile, lavoratore: mai un eccesso, mai una rissa, una sigaretta o un bicchiere d’alcol. Arrivato in Italia anni fa, dopo tante peripezie, riesce ad ottenere un permesso di soggiorno, trovando un regolare lavoro e poi avviando una propria ditta, qui nella nostra, sua, Reggio.
Approfitta delle nostre festività per ritornare in Tunisia, anche lui a festeggiare: finalmente si sarebbe sposato; voleva creare una famiglia, avere una moglie e magari dei figli, in particolare una “bellissima bambina”, e forse, anzi sicuro, sarebbe venuto ad abitare, con tutti loro, qui, da noi.
La sua sposa tunisina lo aspetta; lui ed i suoi parenti partono con tre autovetture: poco dopo, però, una delle tre va in panne, così i passeggeri sono costretti a dividersi nelle altre due auto, stando un pò stretti. Kais, uomo altruista, decide di non creare ulteriore fastidio ai suoi parenti e fa l’autostop: un camionista gli da il sospirato passaggio e si rimettono tutti in marcia. Ad un tratto le due autovetture rimangono coinvolte in un incidente, senza conseguenze per i passeggeri, ma Kais appena se ne accorge fa accostare il camionista, non aspetta nemmeno che si fermi del tutto che, con un balzo, è gia in strada a soccorrere i suoi parenti. Qui purtorppo si consuma la tragedia di Kais.
Il camionista, tentando di sistemare il suo mezzo, lo colpisce al piede, scaraventandolo a terra: le urla si alzano in cielo, sono quelle di Kais e dei suoi parenti, però il camionista non li sente, continua nella sua manovra, passando sul corpo del povero Kais, una, due volte fino a colpirgli la testa! Kais muore dopo due giorni di agonia: la sua vita si spezza nel suo giorno più bello.
Questa è la triste storia di Kais Mejri, uomo di 27 anni, pieno di coraggio e di sani principi, che amava Reggio più di molti altri reggini.
Questo è il mio, nostro pensiero, per te Kais! Riposa col tuo Dio e stavolta “pensaci tu”.
Domenico Giunta.




