Riceviamo e pubblichiamo
L’inerzia serbata innanzi ad una Sentenza di condanna del Tribunale passata in giudicato, alcune concessioni edilizie evidentemente non completate, una lentissima e cieca burocrazia, sono il vero ostacolo al deflusso dell’acqua piovana nel Vico Andiloro di questa città (prolungamento di via S.Anna II tronco).
Almeno quattro o cinque volte all’anno, gli abitanti del predetto Vico Andiloro non possono né entrare né uscire dalle abitazioni.
Un bacino d’acqua profondo circa 60 cm e largo circa 15 metri impedisce il transito pedonale e carrabile dei residenti, sì da intasare –ogni volta che piove- i telefoni dei Vigili del Fuoco, costretti ad intervenire per effettuare il costoso dragaggio provvisorio di cui l’amministrazione è responsabile ma non intende adempiere in via definitiva.
Tutto si svolge a poche centinaia di metri dallo stesso palazzo dell’Amministrazione Comunale, condannata anche da una Sentenza già passata in giudicato ad eseguire i lavori di smaltimento delle acque piovane che si raccolgono ingenti in Vico Andiloro.
Un quartiere di recente edificazione che rappresenta la cornice geografica del centro direzionale di questa città, sovente impegnata in sedicenti operazioni di lunga gittata senza curarsi di ciò che accade sotto il proprio naso.




