Stato di agitazione anche per i lavoratori della Piccola Opera Papa Giovanni indetto dalle R.S.A. di CGIL e CISL.
I lavoratori, senza stipendio da mesi, sono preoccupati e temono che la situazione precipiti con i licenziamenti e chiusura dei centri come dichiarato dall’azienda.
Ai lavoratori spetta il merito di garantire un servizio sanitario e sociale nei confronti dei DIVERSAMENTE ABILI, spesso dimenticati e abbandonati dal “servizio pubblico”, sul territorio di Reggio Calabria e provincia.
Le RSA si attiveranno per superare la situazione di precariato e garantire ai lavoratori sicurezza e dignita’. L’azienda non può certo richiedere ulteriore “volontariato” ai lavoratori .
Alla protesta aderiranno le famiglie degli utenti e verranno coinvolti i cittadini,gli amministratori locali e regionali. Verranno inoltre intraprese iniziative con i lavoratori degli altri centri interessati e si spera che sia l’ASP n5, sia l’Assessorato alla regione convochino al più presto le OOSS dei lavoratori.
I dipendenti sono stanchi di ritrovarsi ogni mese con l’incognita dello stipendio e ad essere umiliati nell’inventarsi come mandare avanti la famiglia o ad andare a fare prestiti per rispettare le scadenze.
Non vogliono essere strumentalizzati dalle strutture e dalle istituzioni, che a turno giocano con i loro diritti mettendo anche a rischio centinaia di posti di lavoro.
Continua la grande incognita dell’ASP che non riesce a dare risposte. Ci si augura che l’incontro con i rappresentanti delle strutture di lunedì possa portare a qualche
soluzione, altrimenti tutti i lavoratori si sono dichiarati pronti ad iniziare azioni di lotta.
RSA CGIL CISL
PAPA GIOVANNI




