Egregio Direttore, torno sull’argomento della gestione del personale regionale, già affrontato nella lettera ancora in rubrica (“Meglio soffermarsi sulle tante catastrofi ambientali”) perché il candidato a Governatore, Giuseppe Scopelliti, in una recentissima dichiarazione, seppure in un contesto discorsivo più ampio, in cui parlava di “lobbies”, ne ha fatto un cenno importante.
Da quanto ha detto devo dedurre che vi è un Suo reale interesse ad assumere non generiche iniziative, ma a formulare e varare (se domani Governatore) un piano di riassetto organico e duraturo della Struttura regionale spazzando via quella prassi deleteria ed inconcludente di stravolgere e rimescolare la burocrazia ogni 4/6 mesi! Difatti quando si abusa di una pratica del genere vuol dire, chiaramente, che non vi è convenienza a perseguire obiettivi di serie programmazioni; vuol dire, aggiungo (e qui a ragione da vendere il candidato Scopelliti quando, tra l’altro dice “.. questa burocrazia più che parte di un organizzazione sociale” è “il cuore di un sistema oligarchico” o quando sostiene i “ … direttori generali, che oggi non sono – come noi vorremmo che fossero – i protagonisti di un progetto che recepisce le istanze del territorio e, al tempo stesso, rispettosi delle linee programmatiche.” ) che i programmi cambiano continuamente ed all’improvviso secondo logiche che non è dato conoscere; vuol dire, ancora, considerare, tranne che per poche diecine di soggetti d’elite, il personale regionale, nel suo insieme, non una risorsa da utilizzare (opportunamente collocata) per modificare positivamente il territorio, ma un fardello solo utile a mantenere e giustificare posizioni di vertici che, altrimenti, non avrebbero “appigli”. Paradossalmente il numero dei regionali (un “esercito” oggi sceso a poco più di 2.200 soggetti, ai quali vanno aggiunti i circa 170 dirigenti) dovrebbe tranquillamente permettere di rimodulare una Struttura, al fine di rendere la stessa FINALMENTE stabile e, soprattutto, efficiente.
Speriamo, già dai primi di aprile, di cogliere un’attenzione diversa verso il personale regionale ed i compiti loro ascritti, che rilevi, proprio come una cartina di tornasole, la nuova attenzione che la prossima Giunta riserverà ai cittadini ed ai loro bisogni.
Speriamo, quindi, di assistere al varo di una Struttura amministrativa di “legislatura”, di vedere un’accorta ricollocazione dei dirigenti dei Settori e dei Servizi secondo titoli di studio, esperienza, professionalità ed aree funzionali di appartenenza, di leggere nomi di Direttori Generali, non tanto riferiti a soggetti portatori di curriculum “altisonanti” ma piuttosto a persone conosciute come capaci di impegnarsi fattivamente a risollevare questa nostra regione, di vedere valorizzata la figura dei funzionari che da sempre hanno costituito “l’ossatura” sui cui si è conformato il corpo della Struttura regionale, di tranquillizzare i dipendenti assicurando ai “veri” meritevoli ed impegnati il grosso (meglio sarebbe il tutto!) del salario accessorio e degli incentivi, di percepire un interesse della prossima Giunta verso una “nuova” politica di distribuzione delle strutture amministrative sul territorio regionale che basi (attenzione!) il suo presupposto su un unico intendimento: rendere servizi “reali”, “tangibili” ai cittadini, facendo loro sentire partecipi e vicine le istituzioni regionali ( se oggi tanti uffici, specie nelle periferie provinciali, ma anche al centro, chiudessero in blocco e d’incanto, forse – qualcuno abbia il coraggio di smentirmi – sarebbero davvero pochi coloro che ci farebbero caso, tranne, ovviamente il personale assegnato, almeno per quello che regolarmente ci va ogni mattina!).
Speriamo!
Gregorio Pelaggi, già Dirigente di Settore della Regione Calabria.




