
di Giusva Branca – La boutade estiva di Agazio Loiero con annessa proposta di trasferimento della sede del Consiglio regionale da Reggio Calabria a Lamezia sta trovando qualche – timida – eco nel mondo
di appartenenza (geografica e politica) di Loiero stesso.
La vicenda, però, rischia di assumere toni grotteschi e di sfuggire di mano anche a chi l’ha promossa. Dalla politica di governo regionale, al momento non perviene nessuna reazione ufficiale. Bocche cucite, al massimo un “i soliti effetti del caldo sugli anziani…”, ma alla nostra domanda se fosse proprio così bislacca l’ipotesi di riunificare gli uffici regionali e pensare ad una nuova location, da più parti si è sibillato: “Bene, a questo punto azzeriamo tutto e ripensiamo, dopo oltre 40 anni, al ruolo guida della Regione. Cioè, unifichiamo ma sediamoci e vediamo su quale Città debba avvenire questa riunificazione, si porti in Aula la questione statutaria e la si affronti”.
E’ chiaro come, in questa fase storica, il peso politico di Catanzaro sia ai minimi storici, schiacchiata dall’asse Reggio-Cosenza e con Lamezia stessa che prende sempre più le distanze dal suo capoluogo di provincia. Tutto ciò potrebbe portare, secondo qualcuno – ma in realtà l’idea comincia a solleticare tanti – ad una revisione complessiva.
Cioè, dovendo mettere mano allo statuto (secondo l’ipotesi loieriana) per sancire lo spostamento della sede dell’Assemblea, perchè non rivedere, voti alla mano, anche la sede del capoluogo?
Caldo, fa caldo, al punto da non comprendere più la differenza tra gol e autogol…




