
E’ ufficiale l’esito del referendum tenutosi al porto di Gioia Tauro durante la giornata di ieri sull’accordo con il terminalista Mct per la cassa integrazione. I si’ all’intesa siglata tra Mct e sindacati ha ottenuto oltre 57% delle preferenze.
Hanno votato 846 lavoratori su 1065: 486 sono stati i si’, 351 i no, 4 schede bianche e 5 nulle. Le operazioni di voto si sono tenute dalle 6 di ieri mattina fino alle 2 di questa notte. La giornata di ieri si era aperta con momenti di tensione tra gli stessi portuali per la decisione di una parte dei lavoratori di riprendere le attivita’ in banchina. Una situazione che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma. Gia’ nei giorni precedenti la firma dell’accordo con il terminalista Mct aveva di fatto rotto il fronte sindacale con i confederali e l’Ugl favorevoli all’intesa, mentre il sindacato autonomo Sul era contrario. Una consultazione preceduta da tre giorni di blocco delle attivita’ portuali dettata dallo sciopero indetto dai lavoratori che hanno deciso di astenersi dal servizio dopo la rottura momentanea del tavolo delle trattative registrata il 26 luglio scorso. La trattativa tra azienda e sindacati si era arenata sui criteri di gestione della cassa integrazione. Mct, infatti, voleva introdurre dei criteri di verifica trimestrali dei lavoratori e dal prossimo mese di novembre anche l’aumento della movimentazione che doveva arrivare fino a 30 container all’ora. Una proposta fortemente osteggiata dalle parti sociali, ma sulla quale Mct non pareva transigere. Davanti alle rimostranze dei sindacati, l’azienda aveva deciso di interrompere la discussione. La discussione tra le parti, pero’, era ripresa e un ammorbidimento del terminalista sulla gestione della cassa integrazione e la soppressione della clausola sulle 30 movimentazioni ora aveva fatto riprendere la trattativa. Intanto, e’ in corso a Catanzaro un incontro tra sindacati, azienda, Regione e Autorita’ portuale di Gioia Tauro.




