STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
martedì, Giugno 9, 2026
strill.it
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
strill.it
No Result
View All Result
Home EVENTI Tabularasa scandalo 2011

Tabularasa: “Era mio padre”. L’intervista ad Umberto Ambrosoli

13 Maggio 2013
in Tabularasa scandalo 2011
Tempo di lettura: 4 minuti
0
gli_ambrosoli
di Damiano Praticò – Umberto Ambrosoli è figlio di Giorgio, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona, ucciso da un sicario statunitense ingaggiato proprio da Sindona

l’11 luglio 1979. Giorgio Ambrosoli, definito dall’opinione pubblica “un eroe borghese’, riuscì a portare in superficie il sistema malaffaristico dell’impero di Sindona, mostrandone soprattutto gli intrecci e le collusioni che esso aveva, in Italia e nel mondo, con politica e sistema imprenditoriale ‘virtuale’, negli Usa con la mafia italoamericana.
Abbiamo intervistato suo figlio Umberto prima della serata di ‘Tabularasa – Lo scandalo’ di cui è stato ospite.

Corrado Stajano ha detto che suo padre è morto “da solo per amore dell’onestà”. E’ un’interpretazione corretta?

La definizione di Stajano evidenzia l’aspetto della solitudine. Ma, in quella, è possibile vivere interpretando un forte senso di responsabilità. Io, ripensando a mio padre, preferisco soffermarmi sui concetti di libertà e responsabilità, strumenti indispensabili per l’impegno civile. Onestà o legalità rischiano, nella generalizzazione, di diventare parole vuote. La responsabilità è un valore costituente.

Alla domanda del perchè sia stato ucciso Ambrosoli, Giulio Andreotti ha risposto: “Era una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando”. Io chiedo a lei: perchè è stato ucciso Ambrosoli e qual è stato il ruolo di Andreotti nel caso, alla luce della lettera del 28 settembre 1976 inviata da Sindona ad Andreotti e degli incontri da parte del legale di Sindona, Rodolfo Guzzi, con Andreotti stesso?

La lettera rappresenta in quella data il chiaro ruolo di Andreotti, una vicinanza mai nascosta e mai negata. D’altro canto fu lui stesso a definire Sindona ‘il salvatore della lira’; era l’esponente di spicco di quell’intreccio di potere per portare in atto i piani di salvataggio. Lui era il Presidente del Consiglio, il sottosegretario Evangelisti riceveva Guzzi per l’analisi di quei piani; ognuno si adoperava per compiere pressioni sulla Banca d’Italia.
In riferimento alla frase da lui pronunciata, non ho difficoltà a credere nella sincerità del pensiero di Andreotti. Quello che mi stupisce è il fatto che una persona di alta responsabilità politica, come lo era lui, sia animato dal retropensiero che avere a cuore l’interesse della collettività significhi agire con la riserva di pensare prima a se stessi e poi alla comunità.

Ambrosoli si sentiva solo? La lettera del 25 febbraio 1975 alla moglie non mostra la paura di un uomo che percepisce il vuoto attorno a sè?

Dal punto di vista delle istituzioni che avrebbero dovuto aiutarlo, ad eccezione della Banca d’Italia, esse si videro poco. La magistratura stessa non fu molto presente. Il mondo economico aveva autorevoli esponenti che parteggiavano per Sindona. La stampa non possedeva un tale livello di autonomia, soprattutto dal mondo politico, per farsi carico di questo fardello.

Nell’aprile del 1978 Ambrosoli aveva redatto la relazione finale da consegnare in via Nazionale sul caso della Banca Privata. Ma i legali di Sindona la possedevano ancor prima che egli l’avesse depositata. Chi erano le talpe che agivano per Sindona?

La relazione era stata redatta in pochissime copie con destinatari soggetti istituzionali. Le possibilità di talpe si annidavano dentro l’ufficio istruzione, oppure negli ambienti della banca nazionale. In quei contesti era sempre possibile.

Qual è stato il ruolo della mafia italoamericana nell’assassinio Ambrosoli? Di sicuro avevano perso molte liquidità con il crack della Frank National Bank di Sindona.

L’ascesa di Sindona si spiega a prescindere da contribuzioni di carattere mafioso. Ma quello che è successo nel 1974, al momento della bancarotta del suo impero, evidenzia un cambiamento: più è difficile la situazione di Sindona, più il potere politico ed economico non riescono a distaccarsi, più lui si lega ad essi. La loro vicinanza può essere vista anche in senso prospettivo: con l’assunzione di strumenti che potevano riferirsi a quei settori.

Il 18 marzo 1986 Sindona viene condannato in primo grado per l’omicidio Ambrosoli. Quattro giorni dopo, a Voghera, un caffè al cianuro lo spegne. La Procura di Milano ha definito la morte di Sindona un suicidio. E’ così?

Una persona con la sua storia, a mio parere, vide la sua pietra tombale in quella condanna di primo grado. Quindi farla finita era una valida opzione perchè, presumibilmente, sembrava meglio per lui essere ricordato come bancarottiere piuttosto che assassino. C’è una bella differenza nell’essere definito nell’uno o nell’altro modo.
La procura generale di Milano verificò dettagliatamente ciò che accadde: analizzò i momenti precedenti e successivi all’ingestione del veleno, chiudendo il caso come suicidio, sebbene non fosse riuscita a stabilire chi avesse portato il caffè in cella. Comunque, quale che sia stata la morte di Sindona, essa in realtà non inficia in nessun micron la sua storia e le sue responsabilità. Spero solo che abbia potuto fare i conti con la propria coscienza.

Visto il collegamento di Sindona col Caso Calvi, ed il rimando di questo alla vicenda di Emanuela Orlandi, ritiene che siano attendibili le dichiarazioni rilasciate durante ‘Tabularasa’ da parte dello scrittore portoghese Luis Rocha, in riferimento al presunto colloquio che avrebbe intrattenuto con la Orlandi?

Mi colpisce molto il fatto che una persona non senta l’esigenza di riferire ai cari del soggetto scomparso elementi utili per poterlo reincontrare, al di là di qualsiasi possibile pubblicità a scopi editoriali.

Quando suo padre è stato assassinato lei aveva circa 8 anni. Che ricordi ha di lui?

Per scrivere il libro dovetti ricercare quell’intervista che lui aveva rilasciato ad una televisione svedese dato che non ne ero in possesso. La trovai circa tre anni fa. Ebbene m’ero dimenticato di quei colpi di tosse che mio padre usava quasi come intercalare, e la cosa mi colpì molto. Poi è ovvio che la ricostruzione della sua vita in quegli anni è stata ridimensionata dal rivederlo posteriormente.

Le giovani generazioni come reagiscono? Conoscono Giorgio Ambrosoli?

Sono fenomeni per cui ancora è troppo presto per ricollegarcisi. La scuola non riesce a mostrarli perchè sono fatti temporalmente troppo vicini; dunque è giustificata la loro assenza in quanto non è ancora presente un’interpretazione scevra da divisioni storiche. Io stesso comunque, nel 1985, entrando a liceo a 14 anni, sapevo poco o nulla della Resistenza. Eppure erano passati quarant’anni.
Nonostante questo, quando racconto di mio padre, sono tutti attenti con gli occhi spalancati, a fissarti per raccontare loro la storia di una persona comune.

Tags: personaggitabularasa scandalo 2011
Post precedente

”Poi virimu si non tu pigghi”: le 16 intimidazioni al commerciante che ha denunciato i Ficara-Latella

Post successivo

Tabularasa: “Altro giro, altro tiro, altro regalo!”. L’intervista a Flavio Tranquillo

Post successivo

Tabularasa: "Altro giro, altro tiro, altro regalo!". L'intervista a Flavio Tranquillo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it