
Casa Memoria inaugura una nuova stagione di attività caratterizzate da un rinnovato impegno sul territorio grazie alla recente assegnazione della casa confiscata al boss Gaetano
Badalamenti. Proprio per dare il giusto risalto al significato simbolico di questa assegnazione, Giovanni Impastato a nome dell’Associazione, ha voluto programmare una serie di iniziative con la collaborazione delle Associazioni di Cinisi, della Consulta Comunale giovanile e del Comune di Cinisi. L’idea è quella di fare di casa Badalamenti un luogo di memoria viva, in cui il pensiero e la storia di Peppino Impastato possano rivivere anche nelle attività e nei progetti delle Associazioni di Cinisi. In questa direzione, si è svolta in questi giorni la cerimonia di avvio delle attività realizzate con il Museo della ndrangheta. L’iniziativa è stata un’occasione per ribadire la necessità di fare sistema per rendere forte il contrasto culturale alle mafie e per dare continuità ai progetti pedagogici più complessi. L’avvio delle attività su questo importante bene confiscato è di grande rilievo simbolico come in genere tutti i beni confiscati sono il segno di una grande sconfitta delle mafie perché rappresentano il crollo del loro cuore economico. Cinisi e la Sicilia sanciscono così la presenza di una unitaria condivisione di impegni e di obiettivi tra i protagonisti della lotta antimafia e le istituzioni e portano avanti un progetto armonioso di conoscenza del fenomeno mafioso, che è il necessario passaggio culturale al suo reale contrasto.
L’iniziativa si è svolta alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, di Giovanni Impastato, del giornalista di Repubblica Enrico Bellavia, del Sindaco del Comune di Cinisi, Salvatore Palazzolo e del coordinatore del Museo della ndrangheta, Claudio La Camera. Con il Museo della ndrangheta esiste già una forte collaborazione per la condivisione di percorsi di musealità diffusa a Cinisi e a Reggio Calabria attraverso un progetto che sarà avviato nel prossimo autunno e che riguarda lo sviluppo di comunità locali attive, l’educazione dei bambini e dei giovani, con riferimento alla cultura della legalità e la valorizzazione dei “beni comuni”.




