di Antonio Domenico Bonaccorso – Effettuare direttamente a Messina il servizio di check-in per l’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” costerebbe cinquantamila euro al mese. Li ha chiesti la Sogas (società di gestione dell’aeroporto dello Stretto) alla Provincia di Messina, che della Sogas fa già parte come azionista al 20%. E già scoppiano le polemiche: secondo il consigliere provinciale dell’Udc Biagio Bonfiglio, la Sogas fa registrare perdite di circa 18 milioni di euro in 5 anni, e chiuderà il bilancio 2010 con una perdita di circa 4 milioni di euro, che la Provincia, in quanto socio al 20%, dovrà ripianare in quota parte. Sull’argomento entra nel merito anche Pippo Rao, consigliere provinciale del Pd, che contesta fortemente l’ipotesi di “sborsare ulteriori soldi a carico dell’erario pubblico per servizi che, tra Metromare e partecipazione della Provincia alla Sogas, dovrebbero essere quanto meno compresi”. Rao ha colto l’occasione per sparare a zero sulla Metromare: “Il servizio costa già svariati milioni di euro l’anno (appalto da 23 milioni di euro per tre anni) per un servizio di fatto poco funzionale ma costosissimo. Senza trascurare il fatto che la Provincia di Messina si è tuffata nell’operazione Sogas con l’aumento delle quote azionarie in modo rischioso ed azzardato, visti gli spaventosi debiti dell’ente e le perdite annue continue che rischiano di tirare dentro un baratro finanziario la Provincia”. L’intento di Palazzo dei Leoni era quello di fornire “assistenza ai passeggeri che fruiscono dei voli in partenza e in arrivo” dal Minniti. La Sogas ha dichiarato la disponibilità a mettere in piedi un servizio di check in al pontile della Dogana di Messina “per tutte le compagnie aeree che lo autorizzeranno”, il servizio di imbarco e sbarco dei passeggeri con “tracciatura del bagaglio da stiva fino a destinazione finale” ed altri servizi speciali. Nel caso in cui dovessero essere avviati altri voli privi della coincidenza degli aliscafi di Metromare sul collegamento tra i porti di Reggio Calabria, la Sogas metterà a disposizione un servizio di pullman. Da pagare a parte, e che andrebbe ad aggiungersi ai seicentomila euro all’anno del servizio “standard”.




