
di Peppe Caridi – La Messina-Etna, 9^ tappa del Giro d’Italia dedicato al 150° anniversario dell’Unità Nazionale, decreta il padrone (al momento incontrastato) della corsa: Alberto Contador
Una di quelle imprese cui il ciclismo ci ha abituato da sempre: per questo nulla è perduto per Nibali, Scarponi & company. Ma battere lo Spagnolo sembra davvero quasi impossibile.
Sulle strade di Nibali, lo Squalo dello Stretto nato a Messina che sin da piccolo si allenava sulle rampe dell’Etna, Alberto Contador (che il Giro l’ha già vinto nel 2008) ha attaccato a 7 chilometri dal traguardo, ha staccato tutti nonostante il vento contrario, è arrivato in cima con quasi un minuto di vantaggio sugli avversari e ha potuto alzare le braccia al cielo in segno di trionfo.
La Messina-Etna è stata una tappa a dir poco spettacolare, innanzitutto per lo scenario, dalla costa jonica resa ancor più spettacolare da una giornata estiva, tanto che le temperature hanno raggiunto i +28°C lungo il percorso, fino allo scenario lunare del vulcano Etneo, bello e imponente.
Mai il Giro si era inerpicato così in alto sopra il vulcano, che dopo l’eruzione dei giorni scorsi ha concesso una tregua permettendo il regolare svolgimento della corsa. E’ la terza volta che il Giro sale sull’Etna, ma non aveva mai raggiunto i 1892 metri del Rifugio Sapienza. Nel lontano 1967 aveva vinto Franco Bitossi, nell’89 lo spagnolo Acacio Da Silva.
Oggi l’Etna s’è trasformata in un grande stadio con oltre 200 mila spettatori, quasi tutti a fare il tifo per Vincenzo Nibali, che però è arrivato 4° al traguardo e adesso è 4° anche in classifica, a 1 minuto e 21 secondi da Alberto Contador.
Deluso, Nibali, dopo il traguardo ha detto che la forza di Contador è già nota a tutti, e ha spiegato di non essere stato bene nella scorsa notte e di aver avuto qualche problema anche nelle prime ore di corsa. Ancor più delusi, i suoi tifosi adesso lo seguiranno nelle altre due settimane di Corsa Rosa, sperando che sulle Dolomiti tutto possa cambiare, e che lo spagnolo dia segni di cedimento e si dimostri battibile.
Intanto, però, la Sicilia incassa un grande spettacolo di sport. Una giornata di festa all’insegna del ciclismo come non si vedeva da anni.








