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Reggio: Bova presenta il Polo Civico e spiega le sue ragioni

9 Maggio 2011
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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bova

di Stefano Perri – Sottolinea le parole d’ordine della sua campagna elettorale il candidato a Sindaco Giuseppe Bova che nel corso di un incontro convocato con i giornalisti ci tiene a chiarire la posizione del suo polo civico.

A fianco a lui nell’iniziativa odierna gli altri leaders di “A Testa Alta”, Giuseppe Strangio e Pino Caminiti.
E’ proprio Caminiti ad introdurre il contesto nel quale la campagna elettorale del candidato Bova si inserisce. “Negli ultimi tempi regna una grande confusione in città – spiega Caminiti – alla quale si aggiunge la confusione dei contenuti di molti candidati che non riescono a distinguere tra le cose reali e quelle virtuali. Da un lato che ci dice che va tutto bene e che bisogna continuare sulla strada tracciata ma a noi questo sembra una posizione di puro autolesionismo. Dall’altra c’è chi parla di una cosa che a Reggio non esiste, cioè il centrosinistra. Noi siamo nati da poco e abbiamo la difficoltà di dover spiegare le nostra posizioni. Difficoltà che nascono anche dalla riconoscibilità dei nostri simboli elettorali, che sono praticamente tutti nuovi. Ma abbiamo scelto questa strada non per capriccio ma guardando all’offerta politica che oggi è in campo. Nessuna delle due parti in campo ci ha convinto. Abbiamo trovato tutto fortemente e profondamente inadeguato e quindi abbiamo scommesso su questa città. Era nostro dovere fare una scelta di coraggio ed in controtendenza”.
E’ poi lo stesso candidato Giuseppe Bova a fornire i dettagli di quella che si connota come un’operazione tesa ad intercettare il consenso nella fascia centrale dell’elettorato reggino.
“A prescindere dalle coalizioni, a giudicare dalle idee, io vedo fondamentalmente due forze in campo. Da una parte – spiega Bova – quella di Scopelliti, assunta da Arena, che vuole continuare come si è fatto fino ad ora, con il cosiddetto modello Reggio della città turistica. Un modello che secondo noi è miseramente fallito, imploso in una miriade di disservizi, nella ricettività turistica che non è minimamente aumentata, negli antichi progetti degli approdi turistici che sono misteriosamente spariti e nelle scelte che hanno portato allo sperpero di centinaia di milioni di euro. Con Matteoli e Tremonti che sembrano due presentatori televisivi, scendono a Reggio ad annunciare progetti che ancora sono tutti da realizzare, come ad esempio la banca del sud, mentre il Governo sotto il ricatto della Lega ha tolto al meridione il 20% delle risorse ordinarie. Dall’altra parte abbiamo il Partito Democratico che in questi ultimi tempi non ha saputo fare neanche una proposta politica. Era nato come il partito della democrazia e del meridione e oggi si ritrova ad opporsi allo strumento delle primarie e ad inseguire la Lega sulle spinte nordiste. Ha accettato la candidatura a Sindaco di un giovane avvocato che più volte aveva rifiutato pubblicamente. Canale è sicuramente un giovane valente, ma ha passato gli ultimi anni con l’idea di rifondare il comunismo della città di Reggio Calabria”.
La coalizione del Polo civico dunque si colloca idealmente al centro tra le due vie indicate da Bova. “Da subito la città ha bisogno di risposte alternative” spiega l’ex presidente del Consiglio Regionale. “Noi siamo l’unica vera alternativa che non si propone solamente di chiudere una stagione dopo che un modello è miseramente fallito ma che vuole un cambiamento più ampio e profondo. E di questo cambiamento devono essere protagonisti i cittadini”.
Gradevole, accogliente, pulita e sicura. Questa la Reggio che Bova propone nella sua analisi. “Ci chiediamo che estete si propone per la nostra città – continua il candidato sindaco – cosa dobbiamo aspettarci sul piano della nettezza urbana? C’è bisogno di un processo d’urto e non una semplice operazione di pulizia”.
E poi sulla comunicazione e sul disegno di sviluppo turistico: “Io non voglio una città triste che cammini a fari spenti ma Reggio deve avere un progetto in cui si possa comunicare al proprio interno e con chi viene da fuori attraverso le proprie energie, anche attraverso i propri media. Non vogliamo sicuramente una città chiusa, dobbiamo essere accoglienti, ma dobbiamo valorizzare prima le nostre capacità e le nostre energie”.
Conclude il candidato Bova spiegando le ragioni del cosiddetto terzo polo, che va oltre ili tradizionale schema politico bipolare. “Abbiamo deciso di toglierci le nostre magliette per tenercene una sola, quella della nostra pelle”.

 

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