STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
venerdì, Settembre 18, 2026
Strill.it direttore Raffaele Mortelliti
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
Strill.it direttore Raffaele Mortelliti
No Result
View All Result
Home RUBRICHE Storie

9 maggio 1993, Giovanni Paolo II ad Agrigento: “Mafiosi convertitevi”

9 Maggio 2011
in Storie
Tempo di lettura: 3 minuti
0

anatema_papa_contro_la_mafia_2
di Anna Foti –
9 maggio 1993,  poco meno di un anno prima gli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in Sicilia per

mano di Cosa Nostra. In quella data Papa Giovanni Paolo II, Beatificato lo scorso 1 maggio e presto Santo, nella suggestiva Valle dei Templi  di Agrigento, pronunciava parole che avrebbe riproposto anche a Palermo due anni dopo, in occasione della sua ultima visita in Sicilia, e che ancora risuonano. E’ l’ora del tramonto. Papa Giovanni Paolo II ha terminato di celebrare la solenne Messa nella suggestiva Valle dei Templi a suggello della due giorni di visita nella città siciliana. Una due giorni in cui vi era stato spazio anche per incontrare anche i genitori del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21settembre del 1990. Una Santa Messa speciale non solo per la cornice naturale ma per quelle parole, pronunciate fuori dai protocolli, che in molti non hanno dimenticato. Un discorso che sarebbe passato alla Storia come l’anatema contro i mafiosi.
“Carissimi, vi auguro di andare in pace e di trovare la Pace nella vostra terra.
Carissimi, non si dimentica facilmente una celebrazione in questa Valle. Sullo sfondo dei templi, templi provenienti dal periodo greco, che esprimono questa grande cultura e questa grande arte e anche questa religiosità. I templi che sono testimoni oggi della nostra celebrazione eucaristica e uno ha avuto il nome di Concordia. Ecco, sia questo nome emblematico, sia profetico e sia concordia in questa vostra terra. Concordia, senza morti, senza assassinati, senza paure, senza minacce, senza vittime: che sia concordia. Questa concordia, questa pace a cui aspira ogni popolo e ogni persona e ogni famiglia.
Dopo tanti tempi di sofferenza avete finalmente un diritto a vivere nella pace. E questi, che sono colpevoli di disturbare questa pace, questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane debbono capire, debbono capire che non si permette di uccidere innocenti. Dio ha detto una volta: NON UCCIDERE! Non può l’uomo, qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, MAFIA, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Questo popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, che dà la vita non può vivere sempre sotto pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte. Qui ci vuole la civiltà della vita! Nel nome di questo Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è via, verità e vita. Lo dico ai responsabili: CONVERTITEVI, UN GIORNO VERRA’ IL GIUDIZIO DI DIO”.

Parole forti della massima espressione della Chiesa, il Pontefice, quel Pontefice. Parole di una Chiesa che ha consegnato alla Storia grandi uomini al servizio dell’Uomo e dell’Integrità, come il palermitano don Peppe Puglisi e il reggino don Italo Calabrò, ma che è stata anche compiacente con la mafia devota. Tante le contraddizioni, ancora esistenti, dissipate almeno in quella Valle dei Templi nel 1993 come anche in tempi più recenti quando Papa Benedetto XVI ha evidenziato che ‘la mafia è una strada di morte e che è “incompatibile con il Vangelo”, ed è per questo che non è possibile alcuna conciliazione tra questo grave fenomeno che offende Dio e gli uomini con il cristianesimo’. Ciò è stato ricordato proprio nell’ottobre scorso anche durante la Conferenza Episcopale Siciliana, nonostante l’argomento non fosse all’ordine del giorno.
Nonostante non vi siano dubbi sul ruolo fondamentale che la Chiesa avesse e abbia nel contrasto al crimine mafioso, rimangono ombre di un passato e di un presente che rendono necessario ancora oggi ricordare quelle parole pronunciate ad Agrigento diciotto anni fa.

Post precedente

Paravati (VV): ventimila persone per ricordare Natuzza Evolo

Post successivo

Giovane Università nomina i 4 Coordinatori di Facoltà per l’Università Mediterranea di Reggio Calabria

Post successivo

Giovane Università nomina i 4 Coordinatori di Facoltà per l’Università Mediterranea di Reggio Calabria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it