Continua la lettura e il commento dei canti della Divina Commedia.
Lunedi 9 maggio dalle 18.30 alle 19.30 si terrà il commento del 26 canto dell’Inferno.
Come al solito, il commento sarà preceduto dalla lettura dei versi di quanti dei presenti vorranno partecipare.
Nel canto precedente, commentato con acume critico e suggestivi spunti di interpretazione e riflessione personale dal preside Nicola Catalano, Dante ha incontrato l’eroe omerico Ulisse nella bolgia dei consiglieri fraudolenti che il critico Mario Fubini –in un suo ancor oggi insuperato saggio– preferisce chiamare “i politici, i machiavellici”, cioè coloro che usarono con straordinaria scaltrezza le arti dell’intelligenza e dell’ingegno per conseguire loro o far conseguire ad altri i fini desiderati.
L’incontro con Ulisse è una delle vette poetiche in cui Dante impegna più profondamente la sua anima, perché in essa si riflette uno dei motivi principali della sua umanità, il dovere cioè dell’uomo di raggiungere il massimo della conoscenza.
E’ questo il senso della famosa allocuzione ai compagni vecchi e tardi che l’hanno seguito nel folle viaggio:
“Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza”
Ulisse tenta da precursore la medesima impresa che Dante, animato dal medesimo ardore di conoscenza, ma assistito da quella grazia che a lui era mancata, avrebbe compiuto: la montagna bruna il poeta non l’avrebbe come lui scorto soltanto da lontano ma tutta l’avrebbe risalita giungendo al Paradiso Terrestre, dopo aspro e difficile cammino, sostenuto dalle virtù che furono dell’eroe antico ma anche da quelle cristiane, non da se stesso, fidando soltanto nelle sue forze, bensi soccorso da tre donne benedette e guidato da un saggio e amorevole maestro a lui inviato per volere divino!
Il responsabile Cultura Il presidente
Franco Catalano Antonello Musolino




