
Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Reggio Calabria: “..da circa due anni, e soprattutto dopo l`attentato alla Procura generale di Reggio Calabria del 3 gennaio 2010,
l’informazione ha cominciato a manifestare un`attenzione crescente per la `ndrangheta e a quello che rappresenta per la Calabria e per l`Italia. Comincia così a essere aperto quel cono d`ombra che, tranne momentanee interruzioni (dopo l`omicidio Fortugno, dopo la strage di Duisburg), ha nascosto per anni la criminalità organizzata calabrese a un`opinione pubblica. La scelta delle cosche calabresi di adottare una politica di basso profilo e la corrispondente scarsa attenzione dei media hanno finora ostacolato la comprensione della sua reale natura di associazione mafiosa.”
Michele Prestipino, procuratore aggiunto DDA di Reggio Calabria: “…nell’ultimo periodo c’è stata una maggiore attenzione dei media alle vicende calabresi, che ha segnato un passaggio, un’inversione di tendenza, seppure parziale, con il passato. Questo “cono d’ombra”, questo silenzio informativo, è stato una delle condizioni che ha consentito alla ‘ndrangheta di rafforzarsi.”
Il cono d’ombra, così è stato definito la lacuna informativa che per tanti anni si è registrata nei confronti del fenomeno criminale della ‘ndrangheta. Di ‘ndrangheta per troppo tempo se n’è parlato poco e male, le attività criminose di questa organizzazione sono state spesso declassate a fatti locali e perciò non considerate “degne” di avere rilevanza e visibilità maggiore, rimanendo così confinate e al di fuori dei circuiti mediatici nazionali e dall’agenda che detta i temi da affrontare come prioritari.
Poi improvvisamente alcuni fatti gravissimi come l’omicidio Fortugno, la strage di Duisburg e successivamente l’attentato ai danni della Procura generale di Reggio Calabria hanno aperto gli occhi sulla triste realtà di un fenomeno che, nel frattempo, è diventato talmente pervasivo da contaminare l’intero sistema paese e travalicare i confini italici.
Ciò ha prodotto una reazione a catena da parte dei media nazionali che hanno cominciato ad interessarsi di più alla ‘ndrangheta ed a quella cortina fumogena che offuscava la diffusione delle informazioni relative alla ‘ndrangheta.
Ma questo velo è stato davvero squarciato? Cosa si sa oggi di ‘ndrangheta? Ed ancora qual è il ruolo e la responsabilità dei mezzi di informazione in tutto ciò? Cosa succede invece quando i giornalisti provano a fare il loro mestiere raccontando di ‘ndrangheta?
Questi ed altri interrogativi saranno oggetto di discussione (evento organizzato dal Museo della ‘Ndrangheta) Giovedì 28 aprile alle ore 16.00 presso la Sala della Biblioteca della Provincia di Reggio Calabria, alla presenza di giornalisti e figure istituzionali. Si cercherà di ragionare insieme sul peso dell’informazione e sugli oblii mediatici di cui si nutre la ‘ndrangheta e che le permettono di prosperare ed affermarsi sul territorio nazionale ed internazionale.




