Confermata anche dalla Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, presieduta da Bruno Finocchiaro, la condanna a trent’anni di reclusione nei confronti di Sviadi Ardazishvili, 29enne georgiano ritenuto responsabile dell’omicidio di Bruno Logoteta, il sindacalista della
FNA, ucciso, il 9 luglio del 2008, proprio all’interno della sede del sindacato, ubicato in via Cardinale Portanova, a pochi passi dalla sede del Consiglio Regionale della Calabria. Ardazishvili, difeso dall’avvocato Corrado Politi, era già stato condannato in primo grado a trent’anni di reclusione, essendo stato ritenuto colpevole dal Gup di Reggio Calabria, con sentenza del 13 maggio 2010.
La morte del povero Logoteta si inquadrerebbe in un tentativo di rapina che Ardazishvili, avrebbe messo in atto con un connazionale, Shota Dolaberidze, per cui si è proceduto separatamente. I due, in concorso tra loro, avvalendosi di un oggetto fendente o di un’arma da taglio, avrebbero cagionato gravissime lesioni a Logoteta, in varie parti del corpo, e, in particolare, a livello delle due regioni cervicali laterali e della regione cervicale posteriore, fino al pino osseo. Lesioni che ne avrebbero causato la morte. I due giovani georgiani, dopo essersi introdotti nell’ufficio della FNA e aver preso il sopravvento sull’anziano Logoteta, gli avrebbero poi sottratto le chiavi della cassaforte ubicata all’interno dell’ufficio, impossessandosi del denaro custodito.
Claudio Cordova




