Viste le tante devastazioni ambientali e l’incessante consumo di suolo, non possiamo che manifestare apprezzamento per il nuovo piano attuativo di forestazione 2011, redatto e reso
pubblico dalla Regione Calabria. E’ costellato di nuovi spunti e profondi contenuti, tanto da suscitare un interesse particolare da ricondurre su una concreta ipotesi di tutela ambientale.
Ambiente, tutela del territorio, rinnovato pensiero ecologico e conseguenti ricadute sulla qualità della vita ci portano, responsabilmente, ad offrire idee per una diversa gestione del territorio. Per custodire l’ambiente servono cose nuove, nel solco della storia millenaria delle nostre comunità, giacché bene comune e patrimonio prezioso per le generazioni future.
Le insidie crescono e noi non possiamo tacere, mentre c’è da combattere i delitti contro l’ambiente e la necessità di gestire i possibili rischi derivanti da fenomeni naturali. Incendi, veleni, alluvioni, smottamenti hanno più volte segnato il permanere così come il destino futuro dei calabresi.
L’eloquente lavoro fatto, se trova pratica applicazione, lavora per migliorare, preservare e custodire le immense ricchezze naturali. Pone un freno al degrado e per alcuni versi scoraggia il malaffare ambientale, innervato e che cova costantemente in tante aree di questa regione.
Forse si può immaginare l’inizio di un rinnovato impegno per accogliere le sensibilità a tutela della qualità ambientale. Per farlo, si deve aprire uno scenario che sappia coinvolgere le forze vive del territorio, scongiurando le possibili alterazioni degli antichi equilibri naturali e paesaggistici, con un progressivo disimpegno dell’uomo, verso importanti, quanto ampi pezzi di territorio.
C’è una crescente tendenza verso aree costiere da urbanizzare e un calo di attenzione generale verso quelle realtà che per noi rappresentano pezzi di storia, tradizione e cultura, come collina e montagna. Si impone un nuovo modo di fare tutela ambientale, capace di utilizzare al meglio le tante potenzialità, superando vecchi schemi ed inutili pregiudizi per innovare gli interventi e qualificare l’azione in settori strategici ed eco sostenibile, come la produzione, a basso costo, di energia pulita da bio masse .
Necessitano tanti progetti, diversificati e economicamente produttivi con la formazione dei lavoratori forestali, già presenti nel settore, ipotizzando un modello da costruire con le prerogative necessarie per spaziare in ambiti che possono qualificare lo sforzo umano e dare impulso all’economia locale. Dobbiamo porre impegno e giuste sensibilità per far lievitare una coscienza ecologica adeguata ai tempi e lavorare per cambiare anche il modo di intervento.
Si cambia in meglio, se i contenuti delle decisioni politiche poggiano su solide basi progettuali, essenziali per il territorio ed indispensabili per la gente che vive il territorio. Interventi che sappiano interpretare le reali esigenze e si coniugano con l’opportunità di riportare l’attenzione verso quelle realtà dell’entroterra, oggi, in via di totale abbandono. A nostro giudizio, questo tempo, impone oculatezza nella gestione delle risorse finanziarie da spendere per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente con interventi che vanno valutati non solo in chiave quantitativa ma soprattutto qualitativa.
Il Segretario Generale
Romolo Piscioneri




