
di Luisa Nucera – Attentati, omicidi e guerre. Angoscia e distruzione. Ogni catastrofe, nella sua più folgorante manifestazione, rappresenta una situazione estrema e irrazionale
spesso frutto della follia umana. Si distruggono immensi apparati urbanistici, crollano fasulle ideologie, svanisce la fede e la speranza è ridotta ad un lumicino ad intermittenza. Ma ad ogni crollo, nel percorso della continuazione della specie, inevitabilmente, segue un decollo. Di movimenti idee ed azioni che pretendono un cambiamento di rotta ,un desiderio irrefrenabile di nuove prospettive necessario per ritrovare quell’apparente equilibrio di cui l’uomo ha bisogno per vivere. Alla luce di queste riflessioni è stato presentato il romanzo Il Crollo dell’esordiente Angela Zumbo, meglio nota col nome d’arte Tranquilla Stradolini, già apprezzata artista e pittrice. L’Università per Stranieri Dante Alighieri ha ospitato martedi 5 aprile la scrittrice per la presentazione del libro alla quale sono intervenuti l’editore Franco Arcidiaco, l’attrice Cinzia Messina e Maria Zema, rappresentante della casa editrice Città del Sole. L’incontro è stato animato dall’originale ed illuminante contributo del Prof. Pasquino Crupi, volto noto, illustre critico e eccellente studioso di letteratura. Il crollo di Tranquilla Stridolini, non è solo la rievocazione dell’attentato terroristico agli Stati Uniti avvenuto nel 2001 con la distruzione delle Torri Gemelle. E’ una storia al femminile, intensa, acuta ed esasperata dalla miriade di vicissitudini affettive e sentimentali cui fa da sfondo l’evento traumatico che ha colpito l’America, nonché il successivo conflitto in Aghanistan. Una storia particolare e drammatica che si inserisce in una di dimensioni più vaste, ma altrettanto mostruosa e angosciante. Un periodo costellato di dolore che s’intreccia con l’inquietudine di tutta l’umanità. Crollano le torri gemelle colpite a tradimento; si dissolve un amore aleatorio ed ingannevole; un vortice emotivo e psicologico che porta con sé la spinta interiore al cambiamento coraggioso, libero e senza compromessi. Una scrittura pura e metallica, come la definisce il Prof.Crupi; e che fa sentire il suo suono e che, soprattutto, sa propagarlo. Un libro che si avvale di un modus narrandi fluido e che si differenzia dai romanzi esistenziali che hanno come oggetto la coscienza e che richiedono perciò una scrittura perplessa e pausata. Certo, è un libro rivelatore di una tristezza profonda. Ma ogni tristezza, così come ogni gioia, contiene qualcosa di metafisico che trascende la staticità e che conduce su altri confini. Nulla a che vedere con la pacata rassegnazione o la disperazione accanita. Piuttosto eventi che, svincolati dal timore del crollo che non dava loro né ritorno, né seguito, riacquistano significato ridisegnando i contorni delle loro identità. Grazie allo spirito creativo che è in ogni uomo, elemento propulsore ed operativo, mezzo catartico di liberazione di tensioni emotive. Un modo per svincolarsi da obblighi sociali, per sviare dolori insopportabili e per ritrovare la voglia di sognare. Un entusiasmo simile a quello di un fanciullo che gioca con le costruzioni.




