
di Vincenzo Filardo – Guardiamo con anzia (ho sempre inteso prendermi questa libertà linguistica tutte le volte che è stato necessario connettere intimamente la parola ansia
alla parola azione.L’ansia con la z è quella che esprime meglio l’adrenalina necessaria all’azione) e non senza una qualche preoccupazione alla discussione in Consiglio Comunale sul bilancio di previsione (quando la forma confligge con la realtà! E’ il caso di dire): non tanto e solo per il passaggio amministrativo in …sè, pur sempre importante per la città, ma per il clima e lo spirito che emergeranno in questa circostanza e che potranno fornire, o irrimediabilmente non fornire, un qualche segnale di marcia da parte di chi deve amministrare e da parte di chi deve controllare. Aspettiamo con anzia e non senza una qualche preoccupazione che si definiscano vicende giudiziarie importanti che attengono al buon funzionamento della giustizia e della macchina amministrativa e al prestigio della magistratura medesima. Auspichiamo con anzia e non senza una qualche preoccupazione che le rappresentanze sociali e i responsabili dell’impresa e del lavoro (nel settore pubblico che privato) stabiliscano subito un patto d’onore per lo sviluppo locale contro il declino e recessione già in atto: un clima di relazioni credibili tra persone affidabili, con la testa sul collo e senza alcun cappello in mano ed affiliazioni !! Senza fronzoli e miti, sulle cose fattibili, che sappiamo fare a partire dall’oggi che è già passato.(Ci sono ? Forse si e se ci sono battano un colpo, si facciano sentire per loro stessi e per il bene di questa città !!) Guardiamo con anzia e non senza qualche preoccupazione ai nostri insegnanti, che tirino fuori le palle se le hanno e riprendano in mano la loro mission, tra le più difficili, quella dell’educare. Stiamo sul collo con anzia e non senza qualche preoccupazione sui nostri ragazzi che dormono, vegetano, sperduti, internettizzati in mondi alieni, che aspettano e campano alla giornata.
E possiamo sopravvivere all”inverno se terremo presente che ad esso non potrà non seguire la primavera.




