STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
domenica, Settembre 6, 2026
Strill.it direttore Raffaele Mortelliti
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
Strill.it direttore Raffaele Mortelliti
No Result
View All Result
Home RUBRICHE Nuova Urbanistica Mediterranea

Ancora su città e periferie

21 Dicembre 2009
in Nuova Urbanistica Mediterranea
Tempo di lettura: 4 minuti
0

lungomarereggio

di Giuseppe Campione* – La sensazione d’insicurezza che si prova per strada in città, il difficile convivere in una società

divenuta meno omogenea e prevedibile, la risposta fattuale che si vuol dare alla paura, questo fatto che sembra dilagare ed è trattato ormai alla stregua d’un dato incontrovertibile, di una fatale necessità che non si può analizzare né discutere.

Ci sono sempre più persone che sentono inquietudine, e disinvolte la chiamano panico. Il politico moderno galleggia su questa parola divenuta ordinaria, come tappo di sughero che sfida le maree grazie alla propria volubile leggerezza. Non ha torto: la paura è oggi un dato cui occorre dar risposte pubbliche, non private e della coscienza. Ma sulla natura e sul perché di questo dato vale la pena interrogarsi e non è affare solo di sociologi. Tanto più importante è sapere dove stia la verità, e chiedersi più precisamente come mai la verità sia divenuta così marginale, infida, contrapposta a emozioni come panico, paura: un’indagine veritiera si costruisce distinguendo, operando sugli effetti di un disagio ma anche sulle sue origini (B. Spinelli).

Il ruolo che le rappresentazioni geografiche hanno svolto è stato duplice e contraddittorio.

La geografia ha descritto e descrive, come osserva Dematteis (1995), forme evidenti e manifeste del mondo esterno capaci di rappresentare significati, valori, ordini dati etc. e le descrizioni hanno contemporaneamente reso possibile un percorso inverso: quello di suggerire i significati, i valori, gli ordini latenti e/o inespressi, del mondo esterno.

Nel primo caso, con forme di comunicazione persuasiva, si sono trovati i significanti più adatti per esprimere un dato significato; nel secondo, sul piano dell’ interpretazione, si sono scoperti significati nascosti in significanti noti.

Percorsi opposti, perciò, ma sempre presenti e possibili.

Il secondo si invera, quando il primo, persuasivo, performativo, non raggiunge il suo scopo.

Le geo-grafie, quelle del senso comune, comunque si sono aperte sempre di più all’ascolto dei luoghi e alla ricerca di significanti non banali.

Ad esempio nei piani paesistici: il paesaggio (significante) come valore, con la sua capacità evocatrice di significati e di senso, da un lato, dall’altro le pratiche per conservarlo, proteggerlo, valorizzarlo, come se lo chiudessero dentro la gabbia di categorie precostituite.

Nelle periferie urbane il problema sembra opposto: lì c’era una ricchezza da salvaguardare, qui una povertà da riscattare; là conservare, qui inventare.

Ma le due problematiche sono da ricondursi ad un’unica matrice concettuale. Ciò che manca alle periferie e ciò che vorremmo conservare nel paesaggio:

la povertà delle periferie è prodotta dalle stesse categorie con cui finiamo con l’impoverire il paesaggio quando ci proponiamo di salvarlo.

Siamo quindi alla ricerca di una geo-grafia che ci consenta di estrarre dal reale tutta la gamma dei suoi significati superando la tentazione di chiuderlo in una rete di significati dati.

Ma la proprietà degli oggetti descritti appartiene ad essi o alle modalità della descrizione?

Se riduciamo il mondo a intrecci di relazioni orizzontali, a puro insieme interconnesso di relazioni, che prescindono dai significati locali, dove il valore è la mobilità, il mutamento, l’innovazione anche se distruttiva, qual’è il senso della geo-grafia iper-moderna, o postmoderna che dir si voglia?

In realtà sono più i problemi che essa elude che quelli che pone, sono più i problemi che confonde che quelli che chiarisce.

Lo scoppio delle periferie, di una ribellione con supporti ideologici, soprattutto con quelli della rabbia e dell’esclusione, denotano comunque un dato certo: il fallimento di un modello sociale che diventa sempre più esclusivo per pochi ed esclude sempre di più i tanti.

Fa parte di quel processo disgregante che ha colpito anche i paesi più ricchi del mondo. Spazialmente esprime il consolidarsi delle teorie di esclusione della storia che attraversiamo. E’ la punta dell’iceberg di quelle nuove povertà che sono venute ad affacciarsi con l’aumento del precariato nel lavoro, con l’avvento della delocalizzazione, l’invasione dei prodotti della competizione globale, i percorsi incontenibili delle ondate migratorie, confinate al rango di generatrici di paura e non di consapevole doverosa accettazione in una logica di multietnicità. Anche limitandosi a valutare i costi economici della “repressione” (costo dei servizi di polizia e di sicurezza, costo del sistema penitenziario, costo dei beni pubblici e privati distrutti o resi comunque inutilizzabili anche a causa di azioni di microcriminalità), e quelli della spesa per potenziare l’istruzione, i servizi sociali (anche quelli inerenti ai fattori di multietnicità e gli aiuti ai paesi terzi) ci accorgeremmo di essere di fronte a problemi affrontabili.

Gli interventi indirizzati alla ricomposizione sociale sarebbero sicuramente un rientro in forma di nuova socialità.

 

*Il Prof. Giuseppe Campione, Ordinario di Geografia all’Università di Messina, è docente del Corso di Laurea in “Urbanistica” dell’Università “Mediterranea”

 

Post precedente

No al Ponte sullo Stretto? “Un flop tira l’altro”

Post successivo

Messina: nuova iniziativa beneficenza per alluvionati

Post successivo

Messina: nuova iniziativa beneficenza per alluvionati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it