“Fatti e protagonisti del XX Secolo”. Questo il tema conduttore di una serie di incontri che possano aiutare i giovani a conoscere meglio la storia del secolo appena trascorso. Il
primo incontro, promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos Sezione Giovani, si terrà sabato 5 dicembre alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso e sarà dedicato al primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, nato nel 1877 e morto cinquanta anni fa, il 1 ottobre del 1959. Relazionerà il Prof. Tito Lucrezio Rizzo, Consigliere Capo Servizio della Presidenza della Repubblica e titolare della Cattedra di Storia del Pensiero Giuridico. Uomo all’antica e appartenente alla aristocrazia culturale del Mezzogiorno d’Italia che tanti pensatori, economisti e uomini politici ha donato al Paese, Enrico De Nicola ha iniziato la propria attività da giornalista quale redattore per la rubrica quotidiana di vita giudiziaria del “Don Marzio”. Laureato in giurisprudenza, ha praticato la professione forense diventando nel corso degli anni uno dei maggiori avvocati penalisti italiani. Nel 1909 viene eletto per la prima volta al Parlamento e vi ritorna nelle successive elezioni (1913, 1919, 1921, 1924. E’ stato Sottosegretario di Stato per le Colonie nel 1913-1914 (IV Governo Giolitti) e Sottosegretario di Stato per il Tesoro nel 1919 (Governo Orlando). Ha ricoperto l’ufficio di Presidente della Giunta delle elezioni (1919-1920) e infine è stato eletto Presidente della Camera dei Deputati il 26 giugno 1920 dove è rimasto fino al 25 gennaio 1924. Non ha mai aderito al fascismo e durante il ventennio ha rinunciato alla vita politica attiva dedicandosi all’avvocatura. Nominato Senatore del Regno nel 1929, non ha mai partecipato ai lavori dell’Assemblea. Nel rinnovato clima politico che segue il 25 luglio De Nicola torna ad occuparsi di politica ed è l’ideatore del compromesso con cui venne istituita la Luogotenenza del Regno che esautora Vittorio Emanuele III, che si rifiuta di abdicare. Il 28 giugno 1946, dopo il referendum e le elezioni politiche per l’assemblea costituente (2 giugno) viene eletto Capo provvisorio dello Stato. Dimessosi dalla carica l’anno successivo, viene rieletto il 26 giugno 1947 al primo scrutinio con 405 voti su 523. Il 1° gennaio 1948 firma la Costituzione e assume il titolo di Presidente della Repubblica a norma della prima disposizione transitoria della stessa Costituzione. Successivamente diviene senatore a vita e il 28 aprile 1951 viene eletto Presidente del Senato della Repubblica. Ha poi ricoperto il ruolo di giudice della Corte Costituzionale e poi di Presidente dello stesso organo.




