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Agazio Loiero risponde alle dieci domande di Tonino Perna

24 Ottobre 2009
in publiredazionali-2
Tempo di lettura: 8 minuti
0

Agazio Loiero (1)

da il Quotidiano della Calabria – Gentile professore Tonino Perna, ovviamente non mi sottraggo alle dieci domande
che mi ha posto ieri attraverso il Quotidiano. Come molti in Calabria sanno il confronto
che mi propone è il campo che prediligo, dove un politico

può dar conto di quello che
ha fatto e di quello che non è
stato in grado di fare. Il resto,
il gossip, la violenza verbale,
di cui spesso in Calabria siamo
costretti a cibarci, è fuori
dalla mia dimensione culturale
e umana. Ecco allora le
mie risposte.
1) Le dirò che non si può
riassumere in tre voci quello
che ha fatto la Giunta da me
presieduta. Ma lei ne vuole
solo tre e io l’accontento.
Perché alle scelte di legalità
e trasparenza, si aggiungono
il miracolo dei fondi comunitari
recuperati e spesi,
di quelli programmati con il
plauso dell’Europa. “Una
performance al limite del miracolo”
ha detto il delegato
della Commissione Ue Michel
Laine a Sibari nel giugno
scorso.
Secondo: il Piano di istruzione.
Un investimento complessivo
pari a 101 milioni di
euro nel biennio 2008-2009,
dove 6.675 studenti hanno
fatto viaggi-studio in Europa
finalizzati all’apprendimento
delle lingue in istituti
certificati; 27.440 studenti
hanno usufruito di buoni
premio assegnati dalla Regione
ai più meritevoli;
8.336 giovani diplomati neoiscritti
all’università sono
stati coinvolti in percorsi
tu midi azzeramento del deficit delle
competenze; 9.800 studenti hanno
partecipato ai “Campi scuola”, attività
didattiche fuori dall’ambiente
scolastico.
Terzo: le misure per l’occupazione.
Ben1.844 lavoratoriprecari sono
stati stabilizzati grazie aun mix
di incentivi e agevolazioni all’assunzione
con un investimento
complessivo paria 54 milioni dieuro.
La riduzione del precariato era
uno degli obiettivi prioritari del
programma elettorale.
2.200 lavoratori disoccupati sono
stati coinvolti in piani di reinserimento
occupazionale (13,2 milioni
di euro); 5.320 nuovi posti di lavoro
sono stati creati grazie a incentivi
all’assunzione a tempo indeterminato
(105 milioni di euro);
1.591 iniziative di lavoro autonomo
sono state avviate (61 milioni di
euro); 3.500 donnelavoratrici hanno
usufruito dei cosiddetti “vou –
cher di conciliazione”, ovvero buoni
spendibili per tate e servizi per
l’infanzia (21 milioni di euro); 70
imprese calabresi hanno usufruito
di incentiviper la costruzione di nidi
aziendali o la sperimentazione di
altri servizi finalizzati a migliorare
la qualità della vita dei dipendenti
(6 milioni di euro).
2) Trovo infondata la sua affermazione.
Essere politici di lungo
corso, intanto, non vuol direessere
di dubbia moralità. Tuttavia, per
quanto riguarda la Giunta, tenuto
conto che le scelte, tranne che per
due persone, devono avvenire all’interno
del consiglio regionale ho
sempre tentato di scegliere uomini
e donne con la passione e le competenze
per affrontare iproblemi della
Calabria. Certe volte ci sono riuscito,
altre volte no.
Faccio semprefatica adaffrontare
questioni cosiddette morali. Esisteunaricca
e colta aneddotica che
consiglia prudenza su tale tema. Le
ricordo che nella Giunta che ho presieduto
nel tempo ci sono state e ci
sono persone che hanno ricevuto
un avviso di garanzia o al più una richiesta,
da parte del pm, di rinvio a
giudizio,ma non esiste alcun caso
in cui il gip, cioè un giudice terzo,
ha ritenuto me o un assessore meritevole
di essere mandato a giudizio.
Per quello che riguarda me, se fossi
rinviato a giudizio dal gip per l’ormai
nota vicenda “Why not” o per
altre vicende giudiziarie che dovessero
sorgere non mi candiderei. So
bene che il regolamento del Pd prevede
l’impossibilità di candidarsi
solo nel caso di condanna in prima
istanzamala Calabria è speciale. E’
considerata un territorio dove sembra
imperversare tutto il male del
mondo. Il suo presidente non può di
conseguenza apparire toccato all’ala.
E’ una cosa ingiusta e anche
un po’ dolorosa che ci segna come
calabresi di un trattodi alterità, ma
io l’ho assunta come una sorta di codice
interiore che solitamente postula
un supplemento di rigore rispettoaquello
scritto.Rilevoaquesto
punto una stranezza. Lei intravede
nelle giunte da me presiedute
“una compresenza di politici di lungo
corso, di dubbia moralità accanto
a tecnici di indubbio valore”. Devono
essere un poco spregevoli
questi tecnici di indubbio valore
che si riducono a convivere nello
stesso organocon politicidi dubbia
moralità.
3) Si sbaglia. Non sono stato mai
deputato diForza Italia.Nel 1996- i
tempi, potrà vedere, sono importanti
– sono stato eletto senatoredel
Ccd, il partito di Casini:una costola
della mia formazione politica originaria,
la Dc, sorta in presenza della
diaspora del ’94. All’epoca la Lega
era all’opposizione e predicava la
secessione e il Berlusconi degli
esordi, che ai tempi della Bicamerale
Bicamerale
spingeva molto per avermi nel
suo partito, non è certo quello di oggi.
Alla caduta del governo Prodi,
nell’ottobre del ’98, ho contribuito a
salvare la legislatura partecipando
a un governo di centrosinistra prima
da sottosegretario e successivamente
perdue volte da ministro.Di
fatto mi sono collocato a sinistra
prima che la Lega tornasse trionfalmente
nel centrodestra e ho lavorato
per la costruzione della Margherita.
Il resto è storia dei giorni
nostri. Ma non sono stato accolto
male dal centrosinistra se qualche
anno dopo, nel 2005, sono riuscito
con una coalizione conflittuale – alle
primarie si ritirarono Sdi e Udeur
– a vincere contro il sindaco più
amato d’Italia, Abramo, con un distacco
di 20 punti.
4) A distanza di anni, devo ammettere
di essere stato un po’ superficiale,
non tanto per le scuse in sé,
doverose, bensì per le attese generate.
La situazione dell’ambiente
che abbiamo ereditato era drammatica!
Era quella nota a tutti, agli ambientalisti
in testa. Non ci siamo
scoraggiati. Abbiamo lavorato,
programmato e speso – e bene – risorse
importanti. Abbiamo fatto
partire decine edecine di depuratori
per mille motivi fermi. Abbiamo
bonificato aree diventate discariche
abusive. Il mare, contrariamente
aquanto lei dice, oggi,a parte
le sospette scorie radioattive, non
risulta inquinato. E’ sporco per ragioni
che Greco ha più volte spiegato
ai calabresi.
5) Non era una boutade elettorale.
Sono convinto che l’acqua sia un
bene comune, da tutelare per garantirla
a tutti. L’accordo con la Sorical,
le ricordo, è precedente alla
mia gestione. Uno dei miei primi
gesti fu il tentativo di azzerare tutto,
di liberare la Regione da quell’accordo.
Lo confesso pubblicamente:
ero e sono convinto che
avremmo nel tempo potuto ricavare
maggiori vantaggidalla presenza
sul nostro territoriodi quelbene
prezioso. I consulenti giuridici mi
bloccarono. Se avessi impiantato
un contenzioso la Regione ne sarebbe
uscita con le ossa rotte. Tuttavia,
con Sorical abbiamo dialogato.
E’ stato possibile anche per questo
sbloccare la Diga sul Menta e altre
opere, è stato possibile così avviare
definitivamente a soluzione, come
avevo garantito ai reggini, il problema
dell’acqua nella città dello
Stretto. Era una di quelle opere fermeda
decenni e lei che, se nonvado
errato, è reggino può comprendermi
più degli altri. A me all’inizio della
legislatura appariva assurdo che
Reggio Calabria potesse continuaread
averei rubinettiprivi diacqua
o conacqua salata. L’idea che di qui
a qualche mese i reggini avranno
acqua normale e in abbondanza mi
dà una soddisfazione sottile e deve
essere apparsa accattivante anche
al sindaco di Reggio Calabria se
ogni tanto, diciamo almeno una
voltaalmese,mette ilcascoesireca
sui cantieri della Sorical che, lo ricordo,
è una società appartenente
in maggioranza alla Regione.
6) Io direi che la Sanitàin generale
è in difficoltà. Ma starei attento a
dire che è tutto uno sfascio. Ci sono
realtà vive da cui ripartire per assicurare
ai calabresi una sanità normale.
Non so a quali scandali si riferisca.
Ci sono stati episodi traumatici.
Ed è vero che il settore ha bisogno
di “cure da cavallo”. Abbiamo
verificato una realtà difficile e complicata.
E sono stato io a voler far luce
fino in fondo sulla situazione del
deficit che è stato prodotto nella misura
dell’80 per cento dall’amministrazione
che ci ha preceduto, come
afferma Kpmg, l’organo terzo che
il Governo Berlusconi ci ha, su mia
richiesta, inviato.E’ stato scoperto
un baratro e non ci siamo tirati indietro.
Abbiamo ormai definito un
piano di rientro che razionalizzerà
il sistema sanitario sul territorio
per garantire sicurezza ai cittadini
e agli operatori del settore. Alla fine
risulterà la mia più dura battaglia
di questa legislatura.
E arrivo ai direttori generali che
in questi anni sono stati nominati.
Alcuni nonsono statiall’altezza del
compito loro affidato. Per evitare
errori, abbiamo affidato negli ultimi
anni la valutazione dei titoli a
una commissione esterna. E quando
è stato ritenuto necessario abbiamo
anche fatto un concorso.
Non mi nascondo che alcuni direttori
avessero appartenenze politiche
note ma non sono stati scelti per
questo.
7) I suoi ricordi vanno integrati.
Parlare cinque anni fa di primarie
all’americana era un po’ prematuro.
Siamostati iprimi inItalia afarle.
Oggi, quindi, non ho cambiato
idea. Tutt’altro. Le primarie alla
Prodi di cui lei parlanonsonoaltro
rispetto alle primarie previste, con
gli ultimi correttivi soprattutto,
dalla legge regionale. A questo punto però chi vuole si candidi. C’è
posto per tutti. E’ la democrazia.
8) Mi creda o no, sono in perfetta
sintonia con queste due sue domande.
Forse è un sogno ma io mi sorprendo
a coltivarlo. E anche se Callipoha
sempredettochela sua candidaturaè
anche contro il centrosinistra
io tenderei ad attribuire a tale
affermazione un valore di dettaglio.
9) Contro i rifiuti tossici e radioattivi,
come è ben noto e possono documentare
le pagine dei giornali,
dal giorno dell’insediamento abbiamo
sviluppato un programma
rigoroso. Abbiamo mappato e avviato
la bonifica delle discariche,
abbiamo individuato i siti inquinati
dascorieaCrotone ealtroveeincalzato
il governo per la loro bonifica,
abbiamo messo in campo le strutture
del Dipartimento all’Ambiente e
dell’Arpacal per tutti gli interventi
possibili. Il caso Cetraro è emblematico.
La presunta nave dei veleni
l’abbiamo scoperta noi, grazie all’impegno
dell’assessore Greco, e
tutti, anche la magistratura, ce ne
hanno dato atto. Non ne facciamo
una medaglietta. Il fatto è che siamo
allarmati. E siamo vigili. Dovrebbe
esserle noto che la competenzasuirifiuti
tossicieradioattivi
sulterritorio e,ancoradipiù inmare,
è di esclusiva statale. Ciò non
vuol dire che ci mettiamo da parte.
Tutt’altro. Il governo deve intervenire
e noi vogliamo sapere in che
modo e quando. Ne va della salute
dei calabresi e non tollereremo inadempienze.
10) Al ragazzo di Canolo e ai ragazzi
calabresi, più che di intendimenti,
parlo di cose fatte o da fare.
Lo sfascio del territorio calabrese è
storico ed è stato aggravato dalle
piogge alluvionali dell’anno scorso.
Lo Stato ha risposto con pochi
spiccioli (24milioni in due decreti,
di cui neppure la metà erogati). Sa
come ha risposto la Regione? Con
un programma che prevede oltre
800 milioni per mettere in sicurezza
il territorio. Risorse sottratte ad
altri bisogni. Forse non basteranno
ma nonsono poca cosa. Per il resto,
capisco che alla Regione la gente affidi
tutte le sue speranze anche laddove
nonha modo diintervenire direttamente.
Noi abbiamo, però, un
programma che, come riconosce
un quotidiano specializzato qual è
Il Sole 24 Ore, dovrebbe portare alla
creazione di 50mila nuovi posti di
lavoro.
Sulla deriva morale di “questa
Regione”, che lei vede e altri no, cosa
vuole che risponda? Le dicevo
inizialmente di legalità e trasparenza.
Altre ricette non ne conosco.
Il futuro? Si vedrà. Ho le mie idee.
C’èun programmada completare e
nuovi obiettivi da perseguire. Se sarò
presidente continuerò il mio impegno
per contribuire a costruire
un futuro migliore per i calabresi.
Se non lo sarò continuerò a battermi,
magari da una postazione più
modesta, sempre per la stessa causa.
Sarò meno sballottato dalle tempeste
incrociate in questi cinque
anni, ma so che questo è il mio destino

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