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Elisoccorso: si, però…

15 Ottobre 2009
in publiredazionali-2
Tempo di lettura: 3 minuti
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ospedalelocri

di Domenico Minniti* – Il Consiglio Regionale, qualche giorno fa, ha espresso il parere favorevole all’istituzione dell’elisoccorso a Reggio Calabria e Vibo Valentia. E’ un provvedimento di ambigua interpretazione: significa realizzare la costruzione delle elisuperfici

all’interno dei rispettivi ospedali, o dotare gli stessi di base ed elicottero? Nel primo caso sarebbe una bella iniziativa, attesa da molto tempo; nel secondo un’antieconomica ridondanza di un servizio già esistente, dato che Reggio (ma anche Vibo Valentia, e la Calabria intera), dispongono da quasi dieci anni di un efficiente elisoccorso. Per questo servizio, che la Regione Calabria eroga ai propri cittadini dal 2000, sono utilizzati quattro elicotteri. Le basi sono disposte sul territorio in maniera tale da garantirne la completa copertura. Essendo un servizio molto costoso, le risorse devono essere efficacemente ottimizzate. In Italia alcune regioni (Puglia, Umbria, Molise) non dispongono del servizio e si convenzionano con quelle limitrofe; altre (Sardegna e Liguria) dispongono di un solo elicottero, peraltro dei Vigili del Fuoco; altre ancora, considerate modelli di efficienza (Toscana, Emilia Romagna, Veneto), pur presentando una maggior estensione territoriale ed una popolazione doppia rispetto alla nostra, dispongono di tre elicotteri. E la Calabria? Se stiliamo una classifica nazionale basata sul numero di elicotteri, la nostra regione occupa, con i suoi quattro velivoli, il quarto posto. La precedono solo Lombardia e Piemonte con cinque elicotteri e Sicilia (quattro elicotteri più uno con base a Lampedusa). Tra queste quattro regioni poi la Calabria ha il primato assoluto se si rapporta il numero di elicotteri alla popolazione residente; per fare un esempio, in Lombardia c’è un elicottero ogni milione ed ottocentomila abitanti; in Calabria questo rapporto è di un elicottero ogni cinquecentomila residenti. Altro dato interessante infine è il rapporto tra il numero di elicotteri e la superficie del territorio: in questo caso la Calabria “vola” al secondo posto, immediatamente a ridosso della Valle d’Aosta. Alla luce di questi dati e con i vigenti chiari di luna, verrebbe da chiedersi se nella nostra Regione non sia piuttosto il caso di ridurlo il numero degli elicotteri piuttosto che incrementarlo per la gioia delle ditte appaltatrici. Considerate le esigue risorse economiche a disposizione della Sanità calabrese e fatti i debiti raffronti con le regioni “virtuose”, l’apertura di due basi sembra una spesa ingiustificata per una Regione che, nell’assistenza sanitaria, stenta ad erogare l’essenziale. D’altronde, spostare in città un elicottero posizionato altrove, ad esempio a Locri, significherebbe alterare l’equilibrio nella copertura del territorio calabrese. L’elisoccorso è una bella realtà regionale (si chiama infatti CalabriaSoccorso), ed è in questo contesto che va considerata. Il servizio necessita di un’ottimizzazione, incrementando il numero di elisuperfici ospedaliere. Nella nostra città ne è indispensabile la costruzione di una “H24″ (cioè diurna e notturna) all’interno dell’ospedale e, almeno in questo caso, senza badare a spese. Altre elisuperfici H24 andrebbero realizzate (sono tra l’altro previste dal capitolato d’oneri allegato all’”Appalto per l’affidamento del servizio di soccorso sanitario con elicotteri per la Regione Calabria”) nei principali ospedali della Regione.

Da qualche tempo sembra indissolubile, nella nostra città il binomio elisoccorso-cardiochirurgia. Forse è utile qualche precisazione. La funzione principale del soccorso con eliambulanza è quella di portare il reparto di Rianimazione e Terapia Intensiva dall’ospedale al territorio (incidente, ustione grave, maxiemergenza, urgenza clinica in località ostile ecc…) per iniziare precocemente il trattamento del paziente critico. Questa funzione per la nostra città è assolta dalla base di Locri, nei tempi previsti dalle “Linee guida per l’organizzazione dei servizi di soccorso sanitario con elicottero” emanate dalla Conferenza Stato-Regioni il 3 febbraio 2005; purtroppo è vanificata dall’assenza dell’elisuperficie ospedaliera, fatto che limita fortemente la nostra attività. A bordo dell’elicottero è presente un medico anestesista rianimatore supportato da un infermiere di area critica. La figura di questo specialista e non di un cardiologo aiuta a comprendere come il trasferimento di un paziente coronaropatico verso centri “Hub” non rappresenti la principale indicazione dell’attività dell’elisoccorso. Il trasferimento di questi pazienti è giustificato solo nei casi in cui il fattore tempo sia determinante, e ciò per non utilizzare in maniera impropria, sottraendola alla propria specifica funzione questa preziosa risorsa. In ogni caso, raramente i tempi sono così stretti da non potersi attendere venti minuti; e comunque, attraverso una convenzione con la Regione Sicilia, sarebbe possibile, in tempi ancora più brevi, trasferire un paziente cardochirurgico all’ospedale Papardo, con l’eliambulanza di Messina.

Una considerazione: è curioso notare come a Catanzaro siano presenti una cardiochirurgia universitaria (Germaneto), una convenzionata (S. Anna Hospital), ed un’emodinamica (Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio). Non sarebbe più opportuno trovare il modo di distribuire sul territorio alcune di queste risorse?

L’aspetto spiacevole è la sensazione della mancanza di programmazione negli interventi di riorganizzazione funzionale dell’impianto della Sanità in Calabria. Le iniziative a volte sembrano episodiche, estemporanee, prive di considerazioni statistiche e di conoscenze specifiche. Sarà per questo che ci ritroviamo a pagare, più degli altri cittadini italiani, un servizio sanitario che non è certo all’altezza di quello offerto dalle regioni cosiddette “virtuose”?

*Vicepresidente regionale Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza ed Area Critica

 

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