Il Comitato Territoriale annuncia anche l’apertura di un conto corrente per raccogliere fondi a sostegno delle popolazioni colpite:
ARCI-SICILIA
EMERGENZA ALLUVIONATI DELLA PROVINCIA DI MESSINA
IBAN 1T 33 K 05018 04600 000000140141
presso BANCA POPOLARE ETICA
“Tolleranza zero “non verso i migranti ma per i colpevoli della strage di Messina!
L’Arci Messina è vicina ai famigliari delle vittime del disastro che ha colpito il primo ottobre la riviera jonica e a tutti gli sfollati del Comune di Messina e di quello
di Scaletta Zanclea.
Le strutture locali e nazionali si stanno mobilitando per rifornire gli sfollati dei beni di prima necessità ma questo non basta.
Non possiamo più rassegnarci ad assistere alla sfilata cittadina di premier e presidenti regionali che si accorgono delle necessità dei territori solo in presenza delle stragi.
Non possiamo più accettare che la ministra dell’Ambiente di questo governo, la Prestigiacomo, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dichiarino impunemente che quella di Messina era una disgrazia annunciata e che i fondi stanziati per l’anno 2010 dal governo nazionale al ministero dell’Ambiente per la difesa del suolo sono pari a zero.
Non ci adatteremo alla costruzione mediatica della menzogna così come sta già accadendo in Abruzzo: le case consegnate a 200 famiglie di Onna sono state finanziate dall’amministrazione provinciale di Trento, mentre la gran parte della popolazione terremotata aspetta ancora le case promesse.
L’Arci crede che la vera sicurezza dal latino
L’Italia è un paese a rischio, lo è ancor di più Messina ed i suoi borghi, dove le colline sono state disboscate, deturpate da scavi, discariche e cemento, i torrenti cittadini sono stati coperti da strade, e i torrenti non coperti sono discariche a cielo aperto e si continua ad edificare su montagne di sabbia.
Oggi più che mai si misura la distanza tra il realizzarsi della vera sicurezza del vivere nelle nostre comunità, dalla “sicurezza” sbandierata e volgarmente pubblicizzata dall’esecutivo xenofobo e razzista che ci governa.
Il pacchetto sicurezza con le sue norme discriminanti e razziste nei confronti dei migranti, delle loro famiglie, dei minori, dei migranti ammalati, non ci rende più sicuri, ma ci allontana dalla nostre radici culturali più profonde ed autentiche, ci colloca tra le società in cui si è sperimentato un regime di apartheid per gruppi sociali il cui unico delitto era ed è quello di essere diversi.
La “tolleranza zero” dovrà essere spiegata contro i colpevoli del “disastro annunciato” di Messina, verso coloro che non appronteranno da subito tutti i rimedi legislativi ed operativi per fermare il ripetersi di tali catastrofi e verso chi ancora oggi osa, per un territorio che ha denunciato tutta la sua fragilità, annunciare l’apertura dei cantieri per la costruzione del Ponte sullo Stretto.




