
L’assemblea pubblica svoltasi presso l’auditorium delle scuole medie G. Mameli ad Amantea, è riuscita nel suo intento primario: smuovere le coscienze dei cittadini e stimolarli alla partecipazione attiva, in questa vera e propria “lotta per non morire” come recita il
titolo scelto per la manifestazione: “Terre e mari inquinati, lottare per non morire!”. Tema della serata, naturalmente, quello delle navi a perdere o meglio note come navi dei veleni. Ha aperto l’assemblea, cui hanno partecipato circa 300 persone tra cui alcuni Sindaci e politici del comprensorio, l’Avv. Alfonso Lorelli del Comitato civico Natale De Grazia, che con estrema lucidità ha raccontato quanto avvenuto fino ad oggi nel basso Tirreno cosentino. Descrivendo tutte le stranezze emerse attorno allo spiaggiamento della Jolly Rosso, dal non poter fare foto al coinvolgimento di società specializzate nel trattamento di rifiuti tossici che hanno “studiato” la nave per giorni. Lorelli ha poi richiamato la gente del posto a parlare “perché è impossibile che nessuno abbia visto niente di quello che stava succedendo”, a denunciare quanto avvenuto lungo il fiume Oliva. L’Ass. regionale all’ambiente Greco ha poi raccontato come è avvenuto il ritrovamento della nave di fronte le coste di Cetraro e ha più volte rimarcato quanto sia necessario un intervento a livello nazionale, e persino europeo, per poter trovare una soluzione (fondi spendibili) ad un problema così grave e serio per la salute pubblica. Quindi, Mario Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza, ha ribadito una sua ormai storica frase “mi impegnerò, anche con tutte queste difficoltà, a fare in modo che si arrivi ad avere un mare da bere”. Dicendo che a livello provinciale saranno attivati tutti gli organi per favorire una soluzione del problema, collaborando anche con le associazioni e i cittadini, e per garantire alle categorie più colpite dal fenomeno, pescatori in testa, un supporto economico. Sono poi intervenuti i rappresentanti di decine di associazioni, che hanno chiesto a gran voce chiarezza su quanto è successo e su quello che le nostre coste e i nostri mari nascondono. Soprattutto, per quanto riguarda l’incidenza dei tumori nei cittadini del basso Tirreno cosentino e gli effetti sull’ambiente di rifiuti tossici e/o radioattivi come quelli che si presume contengano i fusti della Cunsky e i sarcofaghi di cemento di cui è “disseminato” l’Oliva. Da sottolineare, la standing ovation per Nuccio Barillà di Legambiente, che ha saputo, con la propria passione e voglia di giustizia, smuovere le coscienze dei tanti presenti, contro la ‘Ndrangheta e i pessimi regali che questa ha fatto alla Calabria. Infine, ha concluso l’assemblea Gianfranco Posa, anch’egli del Comitato Natale De Grazia, che si è detto soddisfatto della partecipazione da parte dei cittadini e dopo aver lanciato un accorato appello affinché le istituzioni prendano seriamente in considerazione quanto scoperto nel comprensorio di Amantea e nel mare di Cetraro, ha invitato tutti i presenti a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà sabato 24 ottobre ad Amantea. E come recitava un “lenzuolo” all’ingresso dell’auditorium: “E adesso muoviamoci tutti”.




