
di Enzo Vitale* – Una volta approvato il progetto preliminare del porto turistico reggino che, partendo da un’iniziale ospitalità di 350 posti barca, a regime dovrebbe poter ospitare circa 1000 barche, non se ne è più parlato. Come anche sembrano essere cadute nell’oblio le darsene di Pellaro e Catona.
Eppure, sull’idea che una città che vuole essere turistica si deve dotare di un sufficiente numero di attracchi per i diportisti, sembrava si fosse tutti d’accordo. Non foss’altro perché, tra attività dirette e collaterali, mediamente si genera un posto di lavoro ogni quattro ormeggi di medie dimensioni (ovvero circa 250 nuovi posti di lavoro per ogni 1000 posti barca di grandezza medio-grande). E comunque, calcolando gli ormeggi in toto, anche quelli per il piccolo diportismo, non si scende sotto 1 posto di lavoro nuovo ogni 9 ormeggi.
Colgo l’occasione per fornire qualche dato, rifacendomi in parte a quanto detto nel corso di una delle Lezioni Reggine della Fondazione Mediterranea (“La portualità turisica nell’Area dello Stretto”) www.lezionireggine.it : per ognuno dei quattro aspetti cui si accenna, riferisco cosa si fa e si programma sul turismo nautico in una regione mediterranea a noi vicina.
(1) Il parco nautico mondiale dei maxiyacht è di 5000 unità; di queste 3000 navigano nel Mediterraneo. La metà dei grandi yacht è prodotta dalla cantieristica italiana.
(1a)Il tour preferito dai grandi yacht segue la rotta: Saint Tropez, Portofino, Porto Cervo, Capri. Il 43% degli attracchi italiani si trova tra liguria e Toscana; 26% nelle isole; 17% nel Sud; 14% in Adriatico. Pensando al 14% adriatico, con ingenti investimenti Trieste si sta attrezzando per incrementare la sua ricettività in questo settore del turismo nautico altamente remunerativo dal punto di vista delle ricadute territoriali (molto più di quanto lo possa essere quello tradizionale cui si riferisce quando si parla di occupazione diretta e indotta).
(2) A fronte di 300.000 posti barca esistenti nel Mediterraneo occidentale, l’Adriatico ne offre “solo” 45.000.
(2a) Sulla costa dalmata dall’Istria a Dubrovnik nei prossimi dieci anni saranno realizzati circa 40.000 ormeggi distribuiti in 300 locazioni in grado di offrire minor affollamento e tariffe concorrenziali rispetto al Mediterraneo occidentale; sulla costa italiana i 22.000 ormeggi fruibili nei porti che aderiscono all’Associazione italiana dei porti turistici dell’Adriatico diventeranno 30.000 nel 2010; sempre sulla costa italiana adriatica, con una politica di network, si sta organizzando un vero e proprio sistema nautico raccordato e integrato con le risorse che il retroterra offre al diportista in servizi e interessi culturali.
(3) È stata istituita la macroregione europea adriatica.
(3a) Venezia e Trieste, smettendo di farsi concorrenza, stanno attivando una concreta collaborazione per fare dell’alto Adriatico, presentandolo all’Europa e al mondo come un unico polo di attrazione di traffici commerciali e di turismo nautico, uno dei punti di forza dell’economia marittima del Mediterraneo.
(4) La nautica da diporto sta diventando occasione di promozione sociale creando nuove maestranze e figure professionali.
(4a) A Venezia è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Ufficio regionale per la pubblica istruzione, la Provincia, la Capitaneria di Porto, l’Autorità Portuale e la Camera di Commercio per avviare un “tavolo stabile programmatico” al fine di sostenere e potenziare lo sviluppo delle attività produttive connesse all’economia del mare: si intende collegare sinergicamente turismo, cantieristica, logistica, industrie nautiche, istituti nautici ecc. in un “Polo Nautico” che si ponga come punto di riferimento e centro di eccellenza per le attività di formazione e ricerca.
Secondo alcuni dati riportati recentemente sulla stampa nazionale, il business totale della nautica da diporto è stimato in 330 milioni di euro, così suddiviso: service e refitting (materie prime e servizi di intervento sulle barche) 130 ml ; indotto di porti e marine (ormeggio, carburante, ricambi) 70 ml; indotto nautico indiretto (turismo, spese ospiti ed equipaggio) 130 ml.
Reggio, se vuole veramente essere una città di mare e di turismo, non può rimanere fuori da questo business.
*Presidente Fondazione Mediterranea




