
di Bruno Ferraro* – Senza voler disturbare il sonno dei tanti latinisti presenti in Consiglio Comunale e senza voler alterare l’equilibrio mentale dei tanti tuttologi e competenti di materie giuridiche che affollano
i saloni del Civico Consesso per non essere accusato di mobbing politico e pseologico, non posso fare a meno d’intervenire sui lavori del Consiglio da me presieduto di giorno 10 Luglio 2009.
Tutti sanno, ed io per primo, che non ho un buon carattere e che non sono abituato a violare le norme che regolano la vita civile, figuriamoci quelli che regolamentano il Consiglio Comunale di cui faccio parte, norme datate 1957 e che per ben quattro volte in sette anni ho cercato, presentando proposte deliberative, di aggiornare e modernizzare non riuscendoci chissà per quale arcano mistero. Fatta questa premessa non intendo sottrarmi, contrariamente ad altri, alle mie responsabilità. Ma vediamo quali possono essere.
Il cittadino apprezza il politico che ritiene di aver sbagliato e chiede scusa.
Il cittadino apprezza il politico che non difende se stesso e la casta a cui appartiene.
Pertanto io chiedo scusa pubblicamente.
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Al Dott. Lamberti Castronuovo per non aver voluto il sottoscritto violare il Regolamento del Consiglio Comunale non ammettendo un emendamento che era ammissibile e per questo beccandosi l’insulto di un “imbroglione” che spero al più presto il Cons. Lamberti voglia chiarire pubblicamente. “Imbroglione” è colui che inganna o raggira. Non vedo chi io abbia ingannato e su che cosa.
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Al Consigliere Canale che con tono minaccioso si poneva davanti alla Presidenza imponendomi di far votare il Consiglio Comunale e che per questo motivo dovevo sospendere il Consiglio Comunale.
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Ai Consiglieri di Maggioranza in quanto ho dimostrato, con il mio comportamento di fanatico custode delle norme del Regolamento e dello Statuto di non poter più presiedere “questo Consiglio Comunale”.
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Ai Cittadini, molto sensibili alla tematica dell’Hospice, ricordando a me stesso prima e agli altri poi che la convocazione del Consiglio Comunale dell’anno scorso sullo stesso argomento avvenne dietro la mia minaccia (questa sì) di dimissioni.
Quindi non si è trattato come scritto di risse o vie di fatto, ma solo impostazioni dialettiche di cui riconosco per me e per altri i toni forti da non usare mai in nessun caso.
Pertanto, in una città dove l’istituto delle dimissioni rappresenta una utopia e dove tanta gente in politica per mantenere i loro posti di potere diventano equilibristi, nani e ballerine, ho provveduto in data odierna a consegnare nella mani del Sindaco di Reggio Calabria e dei Capi Gruppo di maggioranza le mie dimissioni da Vice-Presidente del Consiglio e di Portavoce del Gruppo P.d.L., a causa dell’atteggiamento di alcuni Consiglieri ben individuabili teso a bloccare i lavori del Consiglio Comunale in modo che i tuttologi e gli esperti in materie giuridiche presente in Consiglio Comunale possano dormire sonni tranquilli da oggi in poi.
Io che sono da dodici anni in Consiglio Comunale non ho mai sofferto d’insonnia. Ah dimenticavo, raccogliendo l’invito del Dott. Lamberti devolverò le mie indennità di Consigliere Comunale per i mesi di Luglio ed Agosto 2009 all’Hospice. E’ poca cosa ma speriamo che altri facciano di più.
*Vicepresidente del Consiglio Comunale di Reggio Calabria
I capigruppo di maggioranza, nel corso di una riunione alla quale ha preso parte anche il sindaco Giuseppe Scopelliti, hanno respinto le dimissioni presentate da Bruno Ferraro dalla carica di vicepresidente del Consiglio e da quella di portavoce consiliare del PdL. I capigruppo hanno apprezzato il gesto di Bruno Ferraro, riconducibile a quanto avvenuto lo scorso 10 luglio in Consiglio comunale, è lo hanno invitato ad andare avanti nel suo prezioso lavoro sia come rappresentante del centrodestra, sia come vicepresidente dell’Assemblea elettiva di palazzo San Giorgio.
(Roto San Giorgio)




