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Operation Smile: il dott. Scopelliti ridà il sorriso ad Alina

13 Luglio 2009
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Tempo di lettura: 6 minuti
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alina

di Angela Chirico – Alina ha un volto nuovo. Sorride serena tra le braccia del dott. Domenico Scopelliti,  chirurgo e direttore scientifico di Operation Smile Italia, che con altri due colleghi, i professori Giorgio Iannetti e Piero Cascone, l’ ha sottoposta a una delicatissima operazione

 per restituirle finalmente una vita dignitosa.  Una sottile cicatrice segna appena un viso riconsegnato alla tenera  spensieratezza dell’ infanzia. Alina, dodici anni, bielorussa, è nata affetta da ipertelorismo, una grave malformazione facciale forse riconducibile alle conseguenze delle radiazioni di Chernobyl. Dopo due interventi non riusciti e dopo aver contratto una forma di sordità permanente a seguito di un’ errata terapia antibiotica, la piccola, ospitata presso un orfanotrofio per bambini sordomuti,  è stata condotta in Italia e affidata alle cure di Operation Smile, che si è occupata di assisterla e garantirle un adeguato trattamento sanitario. Alina, infatti, è  una dei 130 mila bambini operati  dall’ organizzazione umanitaria, sorta nel 1982 negli Stati Uniti  e che dal 2000 conta anche una struttura italiana. In tutto il mondo, sono circa 7000 i volontari (cento solo in Italia) tra medici, infermieri, paramedici e anestesisti, che realizzano missioni umanitarie in 51 Paesi del mondo per correggere con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva gravi malformazioni facciali come il labbro leporino, la palatoschisi ed esiti di ustioni e traumi.  Una missione  internazionale è un programma medico realizzato da una équipe di volontari medici, paramedici e infermieri accreditati da Operation Smile, i quali raggiungono il Paese prescelto, fornendo assistenza medica specialistica, formazione al personale medico locale e predisponendo un programma di cure post operatorie. Ogni missione ha durata variabile dai 10 ai 18 giorni, nel corso dei quali vengono visitati dai 300 ai 500 bambini, e circa 150 vengono sottoposti a intervento chirurgico ricostruttivo. Ogni missione, che svolge di concerto con fondazioni locali,  si pone quale obiettivo primario la promozione dell’ autosufficienza medica dei Paesi interessati, con la creazione di strutture specialistiche d’ avanguardia e con la formazione del personale medico locale. Nel Novembre 2007, in occasione del 25 esimo anniversario della Fondazione, è stato indetto  il “World Journey of Smile”, un evento che ha registrato il simultaneo svolgimento di 40 missioni mediche in 25 Paesi tra Sud America, Africa, Medio Oriente, Europa dell’ Est e Asia, con l’ adesione di circa 1900 volontari provenienti da 44 diversi Paesi del Mondo. Un’ iniziativa che ha consentito di restituire il sorriso a 4086 bambini  e giovani adulti.  In Italia, la direzione scientifica di Operation Smile è affidata al dott. Domenico Scopelliti, reggino di nascita e oggi primario di Chirurgia Maxillofacciale all’ Ospedale Santo Spirito di Roma. Insieme con l’ on. Santo Versace, che della sezione italiana è il Presidente, Scopelliti ha ritirato la “Medaglia d’oro Calabria 2009” conferita all’ organizzazione umanitaria dall’ Associazione Brutium. Domenico Scopelliti  ha l’ espressione dolce e l’ atteggiamento cordiale di chi è aduso prendersi cura degli altri con sincera partecipazione. Nessuna parentela col primo cittadino, ma- dice lui sorridendo- “da ragazzini giocavamo insieme a Catona”.  E’ uno che concepisce il suo lavoro con sentimenti di grande umanità e sconfinata passione, senza preservarsi. Lo manifesta efficacemente, allorché spiega le ragioni che l’ hanno spinto a impegnarsi nel volontariato. “Credo- afferma- che quella del volontario debba essere essenzialmente un’azione di tipo responsabile. E’ una scelta di vita, uno stile che parte proprio dall’assunzione di una responsabilità. Il volontariato non si esaurisce in una missione o un gesto, né in un’esperienza umanitaria. E’un impegno costante che nulla ha a che fare con il compenso e la retribuzione, ma che non esime dal completare e finire quanto cominciato. Il volontariato non si fa solo quando non si ha null’altro da fare, ma si fa insieme alle altre cose della vita quali il lavoro, la famiglia, gli hobby e quant’altro. Altrimenti è meglio dare una moneta ad un mendicante all’uscita della chiesa e sentirsi in pace per il gesto.”  

Dott. Scopelliti, qual è la mission di  Operation Smile?

“ Diciamo anzitutto che Operation Smile  non si occupa dell’emergenza sanitaria, non salva vite umane in pericolo; questo lo fanno già assai bene altre organizzazioni nel mondo. Operation Smile ha scelto di curare bambini con malformazioni del volto che precludono una vita dignitosa e di relazione, sono spesso oggetto di discriminazione sociale culturale e religiosa; se non fossero operati non avrebbero nella vita alcuna altra opportunità di tornare ad essere persone normali. Per noi è importante operare il maggior numero di bambini possibile, ma per far questo dobbiamo anche farci carico di formare il personale medico dei paesi dove svolgiamo i nostri programmi, renderli autonomi e sostenerne lo sviluppo.”

Quali sono le cause delle malformazioni facciali?

“Queste deformità hanno spesso una componente genetica- razziale, sono cioè legate ad aberrazioni cromosomiche. Ma intervengono anche fattori ambientali, come l’ esposizione a radiazioni in gravidanza, e ancora  disvitaminosi e carenza di acido folico, l’ età materna avanzata, l’ assunzione incontrollata di farmaci come in passato la talidomide”.

 

A quali conseguenze andrebbero incontro i bambini colpiti se non venissero trattati chirurgicamente?

“Conseguenze certamente molto gravi, e non solo sotto il profilo estetico. Ci sono problematiche di inserimento sociale, dal momento che questi bambini sono considerati portatori di una maledizione divina, e problematiche funzionali molto importanti.  La labiopalatoschisi, infatti, comporta difficoltà a masticare e a succhiare, difetti nello sviluppo della dentatura e impedimenti nel linguaggio. La palatoschisi induce, in più, una maggiore possibilità di contrarre infezioni broncopolmonari e dell’ orecchio interno”.

 Come si svolgono le missioni internazionali?

“Intanto, c’ è una precisa divisione dei ruoli. Ogni volontario, sulla base delle proprie competenze, assume nel corso della missione un ruolo specifico ed una responsabilità; dal lavoro di ognuno dipende il buon andamento della missione. Chirurghi, anestesisti, pediatri, dentisti, logopedisti, infermieri, personale tecnico ed amministrativo, lavorano in modo continuo e coordinato in  modo da assicurare ai bambini il grado più alto di prestazioni in totale sicurezza. L’organizzazione basa la sua coerenza scientifica ed etica proprio su questo: assicurare ai bambini affetti da malformazioni, nei loro paesi,  gli stessi standards qualitativi delle prestazioni che avrebbero in paesi come il nostro.”

Come avviene la selezione del personale da impiegare nelle missioni?

“Naturalmente, non possiamo far partire tutti, ma solo chirurghi che sanno già fare questo mestiere, anestesisti che hanno l’esperienza necessaria ad eseguire anestesie pediatriche, dentisti e logopedisti che hanno già trattato bambini con malformazioni tipo il labbro leporino e patologie cranio-facciali, infermieri con l’esperienza pediatrica, eccetera. Per questo, tutti i volontari inviano il proprio curriculum ed i propri documenti affinché il Comitato Scientifico possa approvare l’avvio del processo di accreditamento che darà poi la possibilità ai  volontari di poter svolgere la propria attività in tutti i paesi dove Operation Smile è attiva.”

Come viene gestito il periodo post-operatorio?

“Per far sì che tutti i pazienti possano essere controllati immediatamente dopo l’intervento e nel corso della crescita, Operation Smile si preoccupa di creare da subito le condizioni per la continuità assistenziale e lo sviluppo. Innanzitutto non inizia mai una attività di questo tipo se non ha la sostenibilità economica necessaria a programmare un periodo non inferiore a 5 anni di attività assistenziale diretta nel Paese; nel corso di tale periodo, vengono attivati tutti i canali per poter dare il via al processo di gestione autonoma delle risorse e dello sviluppo coinvolgendo i governi e sollecitando loro ad assumere atteggiamenti a sostegno delle azioni intraprese e dei programmi di autonomia e sviluppo.”

Perché si decide di aderire al progetto di Operation Smile?

“Guardi, i nostri volontari non sono eroi, sono solo persone che hanno scelto di aprire gli occhi prima di diventare completamente ciechi. Per noi fare comunque qualcosa non è nulla. Dobbiamo fare il massimo. I bambini non devono essere trasformati da malformati in deformi; l’incontro con Operation Smile potrebbe essere la loro ultima chance per tornare ad essere normali. Mi piace rammentare una frase di Antoine de Saint Exupéry : “ Se vuoi costruire una nave è inutile cercare uomini per procurare legno e materiali e distribuire loro ordini. Insegna loro invece la nostalgia di un mare ampio e profondo.”

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