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Sinistra e libertà: direzione regionale

9 Luglio 2009
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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Di seguito la nota diffusa dal coordinamento regionale di Sinistra Democratica 

Sinistra Democratica della Calabria,al termine della riunione della sua direzione regionale per discutere delle elezioni europee e amministrative, riconferma la validità del progetto di Sinistra e Libertà che ha ottenuto nella nostra regione il lusinghiero risultato del 5,7% e nella circoscrizione meridionale il 5,1%.

Occorre però rendere più spedito il percorso per non ingenerare delusioni e rinchiusure. Sinistra e libertà in Calabria deve avere la capacità di avviare un confronto politico serio facendo un’analisi rigorosa, con una piena dialettica democratica, senza posizioni precostituite, con uno sforzo di sintesi politica  che raccolga le diverse posizioni politiche.

In Calabria il centro sinistra deve avviare da subito una seria riflessione per poter essere nuovamente una coalizione vincente per  le elezioni regionali del 2010.

Prima la scelta dell’UDC di correre con il centro-destra alle provinciali di Cosenza e Crotone, dopo le prese di posizione dell’IDV, con le dichiarazioni di Di Pietro e De Magistris, riportano sul tavolo del centro sinistra calabrese la necessità di riguadagnare lucidità e capacità politica.

All’aggressione di Berlusconi, ad esempio, si deve rispondere con la capacità di presentare da subito un piano credibile di risanamento della sanità calabrese.

Se invece di iniziare dai ticket sui cittadini comuni si fosse iniziato con una manovra di taglio dei privilegi e delle retribuzioni dei consiglieri regionali, dei dirigenti, dei consulenti, se si fosse iniziato dal contrastare  gli interessi consolidati di lobby, consorterie, corporazioni varie, dal rivedere tutte le convenzioni con la sanità privata, dal rivedere le funzioni di tanti piccoli ospedali inutili, di sicuro avremmo avuto le carte in regola per respingere la manovra di Berlusconi e del centro-destra con un ampio consenso popolare.

La sanità è la punta di un iceberg che rivela un modo di amministrare senza rotture con il passato e con poche innovazioni veramente significative. Il centro sinistra oggi non può permettersi il lusso di vivere di piccolo cabotaggio, della politica del giorno per giorno, di alimentare la disgregazione della società calabrese e il suo sistema clientelare, attraverso metodi amministrativi logori e  scelte politiche vecchie e tradizionali. Quando si è scelto di operare in maniera innovativa come per la stazione unica appaltante o come per la legge sull’immigrazione allora sono venuti consensi e riconoscimenti.

La nuova legge elettorale potrebbe essere uno strumento importante, per un reale cambiamento se introducesse, ad esempio, la riduzione del numero dei consiglieri regionali o il tetto di due legislature, mentre il testo presentato, così com’è, appare come il disperato tentativo di difesa di una casta.  

Oggi gli appelli di campo, retorici e ampollosi, contro il comune nemico, non fanno più presa. Crotone insegna che atteggiamenti di sicumera e di protervia portano solo a lotte intestine e a divisioni insanabili. 

Sarebbe sbagliato rinchiudersi di fronte alla sferzata di Di Pietro e di De Magistris. L’esigenza di una classe dirigente rigorosa e guidata dall’interesse generale incontra il favore dell’opinione pubblica calabrese.

Perciò occorre aprire un confronto serio per un nuovo centro-sinistra, che sia sintesi di idee e progetti di rinnovamento della Calabria. Un patto collettivo che chiami le forze migliori della società calabrese. In Calabria ci sono risorse inutilizzate e mortificate disponibili ad impegnarsi e a diventare protagoniste. Noi siamo pronti a confrontarci su questo terreno e sollecitiamo il PD ad avviare un confronto serio e costruttivo  che vada dall’IDV  a tutta la sinistra e che porti a riaprire il confronto anche con l’UDC.

 

                                                                        Sinistra Democratica

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