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Reggio, Opera Nomadi: "Con tassa su scuolabus Comune danneggia alunni svantaggiati"

7 Giugno 2009
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:

In un momento di grave crisi come questo il diritto allo studio per gli alunni più svantaggiati viene garantito?

Il Comune di Reggio Calabria per quanto riguarda il servizio scuolabus (con il quale si garantisce  il trasporto  per gli alunni che risiedono in località distanti dalle scuole) l’anno scorso con la delibera di Giunta nr 191 del 29 maggio 2008 (titolo: determinazione fasce di contribuzione per il servizio di trasporto scolastico)   ha introdotto per tutte le famiglie, anche per quelle con reddito zero,  una tassa di iscrizione pari a 50 euro ad alunno.

Dopo le richieste, avanzate a più riprese anche dall’Opera Nomadi, di abrogare questa nuova imposta quest’anno la tassa è stata ,solo, ridotta a 25 euro a figlio .

Non si riesce a capire perché , in un momento così difficile, si debba  imporre questa tassa  anche alle famiglie che hanno serie difficoltà a mettere sulla tavola qualcosa da mangiare.

Se consideriamo che spesso questi nuclei  sono anche quelli che hanno più figli in età scolare ( non è il caso solo delle famiglie rom) è chiaro che queste persone saranno costrette a versare la somma di 25 euro a figlio, e quindi secondo il numero dei figli anche 50 , 75 o 100 euro .

Queste cifre per chi ha un reddito sicuro non sono somme elevate. Ma per una famiglia povera dove si vive alla giornata senza delle entrate certe le cose sono diverse: se oggi si guadagnano 25 euro verranno utilizzati  per garantire il cibo e le necessità primarie, perché domani  non ci sarà niente . Chiedere 25 euro a queste famiglie  significa vessarle ulteriormente.

Ma sembra che la Giunta comunale non si renda conto di questo stato di cose tant’è che  il dirigente dell’assessorato alla pubblica istruzione (Dr Barreca), qualche mese fa ci spiegava,  che questa decisione nasce da una “pratica pedagogia” secondo la quale un servizio pubblico viene apprezzato dal cittadino se è offerto a  pagamento.

A nostro parere, questa è una strana “pratica pedagogica” perché viene imposta da chi ha un ottimo stipendio ed è subita da quelle famiglie che invece sono costrette a sopravvivere con poche decine di euro al mese.

Ci sembra alquanto strano pensare che le famiglie più povere, che ogni giorno fanno i salti mortali per poter mangiare qualcosa, apprezzeranno di più il servizio scuolabus se  costrette a versare nelle casse del Comune  25 euro a figlio. 

Ad  Arghillà, uno dei quartieri dove si va a scuola con lo Scuolabus, tantissime sono le famiglie il cui reddito è molto al di sotto della soglia di povertà assoluta e quindi vivono in condizioni economiche molto gravi. In un quartiere sensibile come Arghillà applicare questa “pratica pedagogica”  equivale ad incrementare il già elevato tasso di evasione scolastica.

Lo stesso si può dire per le altre aree in cui opera il servizio Scuolabus: tante sono le famiglie che hanno gravi problemi economici e che avrebbero bisogno di un sostegno e non di una nuova tassa ingiusta.  

C’è da dire inoltre che mentre si aumentano le tasse, a causa della mancanza di pullmini,  il servizio Scuolabus realizzato ad Arghillà  offre ogni anno qualche decina di posti in meno rispetto alle  domande presentate dalle famiglie. Pertanto in base alla data di presentazione della domanda  viene redatta all’inizio di ogni anno scolastico una graduatoria nella quale circa 20 alunni non  rientrano  nel servizio offerto e per rientrarci devono aspettare che qualcuno degli altri alunni evada l’obbligo scolastico e quindi venga depennato dal servizio. 

Il diritto allo studio per gli alunni più poveri non è  garantito se si impone alle loro famiglie una tassa ingiusta in un momento in cui queste si trovano in grosse difficoltà e tanto meno se il servizio  non offre i posti necessari per tutti i richiedenti.

Con la prossima apertura delle iscrizioni per il servizio Scuolabus, chiediamo al Sindaco e alla Giunta comunale di voler abrogare la tassa di iscrizione per tutte le famiglie ( naturalmente rom e non rom) e di garantire per Arghillà e per le altre località  il numero di posti sufficiente a soddisfare tutte le richieste presentate dalle famiglie.

Il presidente dell’Opera Nomadi di Reggio Calabria

Sig. Antonino Giacomo Marino 

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