Tutto pronto per i “Dialoghi su Reggio Calabria città metropolitana” l’iniziativa di Enrico Costa presidente del corso di laurea in Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale prevista per domani alle 9. 30 all’aula magna “Falcomatà” della facoltà di Ingegneria. «Un’iniziativa culturale dalla formula originale – come più volte ha avuto modo di affermare lo stesso Enrico Costa – non una esibizione di saperi, non una passerella di politici, non un convegno né una conferenza di stampo tradizionale ma, visto che tutto è partito ed è stato possibile grazie ad un inedito clima di “dialogo”, un contenitore di dialoghi fra Università ed Istituzioni, Professori, Politici ed Amministratori sulla portata politico-istituzionale ed economico-sociale di questo evento. Sarà un momento di confronto rigoroso e concreto sulle prospettive e sugli scenari possibili». Nella conferenza stampa di presentazione, questa mattina al dipartimento Sat di Architettura, assieme ai docenti Panuccio e Leone, oltre all’iniziativa in sé, sono stati illustrati ai giornalisti un video e un dossier, a cura dello stesso Antonio Leone, sulla città metropolitana. Nella prefazione al dossier lo stesso presidente del corso di laurea ritorna sul risultato ottenuto «grazie alla linea bipartisan fatta propria dalla nostra delegazione parlamentare». «Neanche all’epoca della cosiddetta “primavera reggina” del rimpianto Italo Falcomatà – ha ricordato il professore – si sarebbe potuto immaginare l’esaltante “avventura bipartisan”, che attraverso una metodologia di condivisione e su un consenso cittadino inedito, porterà Reggio Calabria unificata da un progetto credibile a una credibile Capitale Mediterranea. Forse qualcosa di più e di meglio del Capoluogo regionale negato. Oggi ognuno potrà fare la propria parte – ha dichiarato – Costa ricordando le parole del rettore Massimo Giovannini: “La presenza presso la Mediterranea del Cdl in Urbanistica ci dà autorevolezza quando parliamo di ambiente e territorio”, ed il Corso di Laurea in “Urbanistica” – ha aggiunto – in pochi mesi sta facendo la propria, prima con un rilancio del progetto formativo reso molto più chiaro e mirato, con un richiamo non formale all’etica della legalità nel governo del territorio, con la sfida dei prossimi tre anni interamente e prioritariamente impegnati in un’offerta didattico-formativa dedicata alla tematica metropolitana, partendo proprio dalla stessa metodologia del dialogo che in politica ha consentito l’istituzione della vagheggiata città metropolitana, e che con l’apporto della cultura e dell’università porterà senza dubbio alla sua corretta progettazione e realizzazione. L’accoglimento dell’emendamento “calabrese” e quindi il riconoscimento della città di Reggio Calabria e del suo comprensorio tra le aree metropolitane risulta un segnale di attenzione nei confronti di un territorio che ha bisogno di strumenti nuovi ed innovativi e di iniziative per lo sviluppo ed il rilancio socio economico – ha sostenuto Costa. Con questi “Dialoghi” lo specifico corso di laurea centrato sul territorio dell’Università Mediterranea, compie il primo passo verso l’impegno di dedicarsi nei prossimi tre anni – nell’attività didattica e nelle Tesi di laurea – alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, e di accompagnarne scientificamente il processo di costruzione “regalando” alla comunità metropolitana un patrimonio di idee progettuali caratterizzato dall’entusiasmo dei giovani, dalla freschezza delle loro idee e proposte, supportato dai saperi innovativi di un corpo docente di prim’ordine, molto consapevole ed altrettanto entusiasta. Non poteva sfuggire infatti agli urbanisti, ed in particolare a tutti quelli della Mediterranea, la prospettiva concreta di una “Area metropolitana dello Stretto”, che parta dall’istituzione della “Città Metropolitana” reggina come un’indubbia occasione storica per lo sviluppo dei nostri territori la cui portata strategica deve diventare seria ed imperdibile occasione di ricerca e di didattica sulla quale far crescere una nuova urbanistica ed una nuova generazione di urbanisti».




