Le dichiarazioni sui rapporti con l’ex capogruppo AN in consiglio comunale Massimo Labate rese in aula giudiziaria dal pentito Nino Fiume, da anni collaboratore della magistratura reggina, gettano un’ombra fosca e ambigua sul Comune di Reggio Calabria.
Si conferma, nelle parole del pentito Fiume, la nostra analisi di un vero e proprio stato di “corruttela politica” abilmente architettato dal Sindaco Scopelliti e dai suoi sodali, strumento principe di costruzione del consenso e delle clientele del centrodestra reggino.
Durante l’udienza dell’altro giorno, infatti, sono emerse almeno due situazioni di estrema delicatezza e di estrema gravità: 1. il fatto che Nino Fiume fosse consapevolmente schierato, insieme agli altri del suo clan, con Giuseppe Scopelliti, al punto da non poter nemmeno sostenere un candidato prescelto da Alberto Sarra (avversario di Scopelliti all’interno di AN); 2. la questione di due finanziamenti comunali (realizzazione di una mostra d’arte con annesso acquisto di quadri di tale Vincenzo Musardo; realizzazione festa patronale a San Giorgio Extra) per attività svolte da società legate al Clan Libri, finanziamenti fortemente sollecitati da Labate e che il perito della Procura della Repubblica ha definito pieni di irregolarità amministrative.
Ovviamente, aspetteremo che il processo faccia il suo corso, nella maniera più garantista possibile, al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni rese e la fondatezza dei fatti contestati. Tuttavia, la politica ha l’obbligo di seguire tempi molto più solleciti, ha l’obbligo di essere quanto più trasparente possibile. Per questo, ci piacerebbe sapere cosa pensa il Sindaco più amato (?) d’Italia delle parole di Nino Fiume, dei rapporti con il suo compagno di partito Massimo Labate, dei finanziamenti dubbi garantiti ad attività legate al Clan Libri, dei silenzi opposti in aula dalla Dirigente Orsola Fallara, ecc. Scopelliti non può assumere regolarmente un atteggiamento pilatesco, deve essere in grado di diradare – con documenti e contestazioni di merito – le ombre che si addensano sulla sua figura e sulla sua amministrazione.
Noi siamo ostinati, continuiamo a chiedere queste cose, continuiamo a rivendicare chiarezza, senza alcuna frustrazione ma con la consapevolezza di svolgere il nostro ruolo di opposizione seria.
E visto che ci siamo, riprendendo una querelle mediatica di qualche settimana fa, ci piacerebbe sapere anche dai dirigenti reggini di AN e di AG cosa pensano delle accuse della magistratura formulate al consigliere regionale Alberto Sarra per voto di scambio: davvero pensate di poter riformare la Calabria con queste ombre? Davvero pensate di candidarvi, magari proprio con Scopelliti, alla guida di questa regione senza fare alcuna seria autocritica su molti dei vostri dirigenti (ricordiamo anche l’ex vicesindaco di Gioia Tauro Schiavone) e su molti dei vostri comportamenti?
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Il Segretario Provinciale PRC Antonio Larosa |




