“e sviluppo della Calabria” è il tema dell’incontro, molto partecipato, che si è tenuto a Palazzo Nieddu, a Locri, venerdì 30 gennaio, organizzato da IdV della provincia di Reggio Calabria.
Dopo le relazioni puntuali del segretario Giulio Varone e di Sergio Laganà, dirigente regionale del partito, i quali hanno descritto con ampiezza di argomentazioni sia il disegno di legge del governo sul federalismo, approvato dal Senato, che le varie posizioni emerse nel panorama politico nazionale e calabrese, si è svolto un interessante e approfondito dibattito concluso dall’on. Aurelio Misiti, segretario regionale di Italia dei Valori.
La posizione di astensione assunta dai gruppi di IdV e PD al Senato è stata ampiamente motivata dal parlamentare. Egli ha sottolineato l’importanza di poter finalmente discutere e approvare una legge per il federalismo che completi quello già presente nella nostra Costituzione. Ciò implica – ha chiarito Misiti – l’assunzione di una grande responsabilità delle classi dirigenti meridionali, che dovranno in futuro necessariamente abbandonare, non solo a parole, la politica dell’assistenzialismo verso il Mezzogiorno.
Inoltre – ha affermato il parlamentare di IdV – il testo potrà essere migliorato nel passaggio a Montecitorio, al fine di evitare alcuni contrasti con la Costituzione. Dopo di che, conosciuta l’entità degli investimenti sulla riforma, potrebbe essere anche possibile un voto favorevole delle opposizioni.
Si tratta inoltre, ha aggiunto l’on. Misiti, di lavorare tutti insieme per accompagnare il federalismo fiscale da un federalismo totale, che riconosca le ricchezze del Mezzogiorno e che porti a una semplificazione e a un ammodernamento della gestione dello Stato, attraverso l’istituzione del Senato federale con riduzione drastica del numero dei parlamentari e la redazione della Carta delle autonomie.
In questo quadro – ha concluso Misiti – va visto anche il futuro degli enti intermedi quali le province, le comunità montane ed altri enti simili, che nei prossimi sette anni, periodo transitorio previsto dal Disegno di legge in discussione, potranno essere sostituiti da strutture più snelle e meno costose, in grado di esaltare il ruolo predominante dei comuni e delle loro associazioni, secondo quanto recita il Titolo quinto della Costituzione.




