Da Antonio La Tella riceviamo e pubblichiamo
Sul tema delle celebrazioni per il centenario del terremoto del 1908 si sono confrontati, non senza asprezza nei toni,
il Comune di Reggio e la Regione Calabria, quest’ultima accusata di aver mancato ai suoi obblighi di rappresentanza nei momenti decisivi. In quanto chiamato a presiedere il Comitato di Coordinamento tempestivamente costituto presse il Sindacato dei Giornalisti della Calabria per l’iniziativa del suo segretario Carlo Parisi, giudico utile rendere, sul tema, la testimonianza di uno come me, che ha accettato con entusiasmo la designazione ma ha poi dovuto rinunciarvi a causa di troppe svogliatezze, ai limiti del sabotaggio, registratesi a livello locale.
Rilevo intanto che non è senza significato il fatto che il Governo abbia destinato una somma cospicua per le celebrazioni centenarie al Comune di Messina e non a quello di Reggio; che ancora il Governo abbia promosso e poi realizzato un francobollo commemorativo per il “Terremoto di Messina” e solo a quello; che il presidente della Repubblica sia stato indotto a rivolgere il suo messaggio alle rappresentanze elettive della Sicilia e non della Calabria; che, infine, il Papa dal suo Palazzo apostolico abbia ricordato il terremoto di Messina, ignorando tutto il resto.
Leggo che il presidente della Regione Calabria viene ora accusato di aver mancato ai suoi obblighi, al punto da indurre ad uno svarione sul piano storico e fattuale il Presidente Napolitano. Se l’assunto dovesse essere preso come metro di giudizio, andrebbero bacchettati il ministro per il francobollo, il Governo tutt’intero per il contributo finanziario e addirittura l’arcivescovo Mondello per l’allocuzione papale sorprendentemente omissiva sul punto.
Le cose, purtroppo, non stanno così. Con delibera del 3 luglio 2007, approvata all’unanimità dalla Giunta, il Comune di Reggio aderiva “alla proposta del Sindaco di Messina di istituire un Comitato per promuovere iniziative finalizzate alla celebrazione della ricorrenza del centenario” ed, allo stesso tempo, autorizzava “il Sindaco a sottoscrivere con gli Enti interessati un protocollo d’intesa finalizzato al coordinamento delle attività da programmare e per promuovere la conoscenza e l’immagine dell’intera area dello Stretto”.
Che cosa abbia prodotto questo Comitato con tutti i suoi protocolli è sotto gli occhi di tutti. Le ipotesi possibili, al punto in cui sono giunte le cose, sono due: o il Sindaco di Messina ha inteso la delibera del suo collega di Reggio come una delega in senso lato ( e questo sarebbe già assai grave): ma sarebbe ancora più grave se tutti gli accadimenti che ora formano oggetto di generale deplorazione fossero stati portati a termine con il consenso o addirittura con il concorso della rappresentanza reggina..
Dentro questa storia delle occasioni mancate si colloca la piccola storia della mia rinunzia, sulla quale, purtroppo, è mancata una sia pur minima curiosità da parte di chi si occupa di questi problemi.




