Le lettere scritte dal presunto boss, Vincenzo Cordi’, a Domenico Novella e Bruno Piccolo erano finalizzate a confortarli perche’ era il loro primo arresto. A sostenerlo e’ stato l’avvocato Giovanni Taddei, difensore di Vincenzo Cordi’ e dei fratelli Carmelo e Antonio Dessi’ nel corso dell’arringa difensiva nel processo per l’omicidio del vice presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ucciso a Locri nell’ottobre del 2005. Cordi’ ed i fratelli Dessi’ sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, danneggiamento, furto e favoreggiamento. ”Vincenzo Cordi – ha detto Taddei – mando’ le lettere a Novella e Piccolo perche’ era la prima volta che venivano arrestati. E’ una cosa che si fa per confortare coloro che entrano in carcere”. Taddei ha evidenziato inoltre che Carmelo Dessi’ accompagnava Novella e Ritorto in piazza Tribunale a Locri, ma quando ”seppe della vicenda Fortugno – ha detto – disse che lui non voleva saperne nulla e smise di accompagnare i due”.(ANSA).




