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Precari e dintorni

5 Dicembre 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 3 minuti
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di Antonio Nicolò* –
Ci sono precari e precari: sia ben chiaro, non sono mica tutti uguali !

Sembra che la Regione si prepari a stabilire un limite, un confine, una linea netta di demarcazione tra i vari precari dell’Azienda Ospedaliera di Reggio.

Sarà un problema di “pressione politica” ?

Una Regione, la nostra, che si comporta come Cimabue, il famoso personaggio di Carosello di molti anni fa, che faceva una cosa e ne sbagliava due.

Un trattamento diverso per lo stesso problema: parliamo sempre di precari.

Questi “illustri sconosciuti”, personaggi di una commedia “fantacomica”, pienamente consapevoli della propria condizione di personaggio flessibile, atipico, interinale, sostanzialmente precario, e disposti a non opporre alcuna obiezione di utilizzo pur di lavorare.

Orbene: se questo è vero, è anche vero che c’è il rischio, in questo gioco di “roulette russa”, che il colpo di pistola mortale per alcuni di loro, possa non essere determinato non dal caso, ma da quello che potremmo definire  “fuoco amico” (si fa per dire).

Questo è quanto sta per succedere ai precari del Ctmo dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria: sono giunti alla fine della corsa, non servono più, sono da eliminare.

Precari in panne pronti ad essere “rottamati” dopo essere stati utilizzati a “pieno regime”, “spremuti” come si deve senza alcun risparmio, naturalmente facendogli intravedere una sistemazione definitiva in tempi migliori.

Oggi, che i tempi sono maturi, tutto tace tra un fuggi-fuggi generale da responsabilità, quantomeno, morali.

Giovani che hanno contribuito, per anni, con la loro professionalità a fare del Centro Trapianti, quello che oggi viene definito “punto di eccellenza”, corrono seriamente il rischio di venire “gambizzati” o ancora peggio di subire un’amputazione delle gambe.

Il tutto naturalmente fatto a “ciglio asciutto” da parte di lor signori.

Quelle gambe di cui, sino ad oggi, gli altri si sono serviti per raggiungere traguardi prestigiosi, sono destinati, allo stato attuale, di smettere di correre verso traguardi più ambiziosi: la corsa a questo punto si arresta!

Eppure, i precari oggi rappresentano una realtà che la politica ha il compito di affrontare seriamente ed in maniera definitiva.

Se ne parla ed anche molto. Non se ne può fare a meno (visto la serietà della problematica).

Che volete che vi dica: vanno di moda i precari quest’anno.

Così, senza un vero motivo. O meglio, per lo stesso motivo per cui un anno si vestono tutti d’arancione e l’anno dopo tutti di lillà.

Dal centrosinistra, al Comune è stato chiesto un consiglio comunale straordinario per nell’interesse dei precari, alla Regione , dove ormai da tempo si parla (sempre dei precari), lo stesso centrosinistra è pronto a lasciare fuori dalla stabilizzazione alcuni precari.

La motivazione: borsista co.co.pro. . Questo potrebbe bastare, secondo lor signori, per eliminarli dalla scena, anche se da oltre 15 anni prestano “regolare servizio”.

Facciamo il punto della situazione: la procedura di stabilizzazione deve avere un iter che vede interessate da una parte la Direzione Strategica Aziendale quale ente propositivo, e dall’altra, di concerto, l’Assessorato alla Salute ed il Consiglio Regionale della Calabria in qualità di ente ricettivo e dispositivo.

Occasione “ghiotta” per dare il via a quello che è il gioco preferito di chi vuole “glissare le responsabilità: il “gioco del rimpiattino”.

La Direzione Strategica si nasconde dietro il Direttore del Ctmo, la Regione si nasconde dietro la Direzione Strategica, il Direttore si nasconde dietro la Regione mentre i precari “stanno sotto”.

 

*Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale al Comune-

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